
«Ha capito che si stavano perdendo valori e conoscenze legati al cibo e che bisognava fare qualcosa di concreto. Così ha creato Slow Food: inizialmente come movimento di ricerca e salvaguardia dei prodotti, ma poi comprendendo che dietro c’era qualcosa di molto più importante. La cultura, l’impronta che lasciamo sul mondo e la qualità di vita delle persone. Da eco-gastronomo è diventato qualcosa di più: Slow Food è diventato anche un movimento politico». Lo ricorda così Lucia Pollini, membro del comitato di Slow Food Ticino da oltre vent’anni. Con lui il cibo non era più soltanto consumo: Carlo Petrini parlava di alimentazione come cultura, identità, tutela del territorio e rispetto per chi produce. Il suo slogan «buono, pulito e giusto» è diventato un riferimento internazionale, così come l’opposizione al fast food, ancora oggi attuale.
Problemi dell'industria agroalimentare
Pollini ci ha poi spiegato che ci sono molti problemi che si sono aggravati, «soprattutto legati all’industria agroalimentare e al potere delle grandi aziende sui nostri consumi». Per questo è importante «continuare a portare avanti questo discorso, anche per migliorare la qualità di vita dei produttori». Il pensiero di Carlo Petrini ha avuto eco anche in Ticino: dai mercati locali alla valorizzazione dei piccoli produttori, fino all’attenzione per biodiversità e stagionalità. «Slow Food Ticino è la prima condotta nata fuori dall’Italia, quarant’anni fa, e può contare su una solida base di appassionati, pari a circa 350 soci».
Progetti a tutela dei prodotti
Sono tanti i progetti portati avanti a tutela dei prodotti, fra cui il presidio della Bondola. «Organizziamo un mercato dei produttori e sosteniamo realtà locali vicine alla filosofia di Slow Food, dando loro visibilità». Ma non solo: c’è anche l’Alleanza dei cuochi, «che comprende una ventina di ristoratori che utilizzano prodotti locali o presìdi Slow Food nei loro menu».
Sensibilità dei consumatori in crescita
Ad essere cresciuta negli anni c’è anche la sensibilità dei consumatori. Temi come filiera corta, spreco alimentare e sostenibilità sono entrati sempre più nel dibattito pubblico. «La sostenibilità è un tema affrontato anche nelle scuole e oggi le persone hanno maggiore consapevolezza della sua importanza», prosegue Pollini. Con la morte di Petrini scompare una delle figure più influenti della cultura gastronomica contemporanea. Ma l’idea che il cibo possa essere insieme piacere, responsabilità e difesa del territorio continua a vivere attraverso la rete di Slow Food, anche in Ticino. «L’impressione che mi ha lasciato è quella di una persona con una mente straordinaria, capace di guardare avanti, un vero visionario, ma allo stesso tempo molto vicino alle persone. Poteva parlare con chiunque: con uno studente come con il Papa. Era amico di Papa Francesco. Era una persona aperta agli altri, che ha sempre portato avanti questo messaggio».

