
Ad Airolo, non sanno più dove metterla. La neve continua a cadere senza sosta da ormai giovedì pomeriggio. I marciapiedi sono letteralmente ricoperti di neve. Veri e propri muri di neve fanno da cornice alle strade del paese. Uno spettacolo gradevole, singolare agli occhi dei turisti e di chi come noi ad Airolo si ferma solo per qualche ora, ma che invece crea non pochi disagi a chi ci vive, soprattutto a coloro che si occupano della pulizia della strade. La domanda che questi addetti al lavoro si pongono è una sola: adesso dove mettiamo tutta questa neve. Nevicate così non si vedevano da tempo, concordano in paese. Per i paragoni si torna a parlare degli anni 80. E già, perché ai 60 centimetri di neve fresca caduti nella giornata di ieri, bisogna aggiungere altri 80 centimetri di questa notte. E i conti subito fatti: 1 e 40 di neve in 24 ore. Quel che resta è storia di oggi, un’altra giornata di neve, di fiocchi leggeri e insistenti per nulla intenzionati a diminuire, come invece aveva previsto Locarno Monti. La neve ha continuato a cadere per tutto il pomeriggio. Ieri la strada per la frazione di Valle è stata chiusa, causa pericoli di valanga. Per tutto l’alto Ticino, è uno degli inverni più duri degli ultimi trenta anni, conferma Guido della Bruna di Meteo Svizzera. Un’inverno eccezionale per i quantitativi caduti in così breve tempo. Secondo gli esperti di Meteosvizzera la neve continuerà a cadere fino a domani in mattinata, quando la situazione dovrebbe tornare alla normalità. La situazione sulle stradeFino a mezzogiorno l’autostrada A13 fra Mesocco e San Bernardino è rimasta chiusa al traffico a causa del rischio di slavine. Per alcune ore, in Ticino è scattata la fase rossa per i mezzi pesanti. Tutti i camion in transito sono stati fermati a Göeschenen e a Chiasso. Nel pomeriggio hanno poi ripreso a transitare, con l’obbligo delle catene tra Biasca e Airolo. Più preoccupante invece la situazione su alcune strade cantonali. Restano infatti chiuse la strade della Mesolcina, quella della Calanca, delle valli di Campo e di Bosco Gurin, la Piazzogna-Indemini, la Olivone-Camperio-Campra. Il pericolo di valanghe rimane alto in tutte le valli del sopraceneri e della Mesolcina. Due slavine sono precipitate ieri nella valle calanca. Provvedimenti precauzionali sono stati adottati anche a Mesocco per l’elevato pericolo di valanghe. Proprio questa notte due valanghe si sono staccate dal Pizzo Trosa danneggiando in modo importante due piloni della sciovia che da Vegnasca porta a Cimetta. [email protected]
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