
"Dal profilo ambientale le indagini evidenziano una qualità da soddisfacente a buona di Ceresio e Verbano, le cui condizioni differiscono in ragione della loro particolare conformazione e della differente pressione antropica a cui sono sottoposti."
Così il Consiglio di Stato ha risposto ad un'interrogazione presentata l'estate scorsa dal deputato della Lega Silvano Bergonzoli, dopo gli articoli apparsi sulla stampa italiana riguardo alla concentrazione di batteri fecali sulle sponde italiane dei due laghi che bagnano il nostro cantone. In particolare, Bergonzoli, citava i risultati presentati da Legambiente tramite la Goletta dei laghi. Risultati in parte confermati da alcune decisioni dell'Azienda sanitaria locale di Varese che nel 2014 ha decretato la non balneabilità a Porto Ceresio. Sempre sulla sponda italiana del Ceresio le analisi di Legambiente avevano evidenziato concentrazioni di Enterococchi e Escherichia coli superiori ai massimi consentiti in 5 foci su 6.
In Ticino, come detto, la situazione può considerarsi soddisfacente.
Il Ceresio sta lentamente uscendo dallo stato di marcata eutrofia in cui versa dagli anni '70. Il Verbano, invece, non presenta problemi dal profilo della concentrazione di nutrienti, ma esistono ancora problemi legati ad inquinanti liposolubili - sostanze che non hanno un impatto sulla qualità delle acque, ma possono accumularsi lungo la catena alimentare, in particolare in specie ittiche come gli agoni per resta in vigore dal 2009 il divieto di messa in commercio.
Nel settembre 2014 si è conclusa l'analisi delle acque balneabili, in linea con la situazione degli ultimi 10-15 anni. Una situazione giudicata eccellente.
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