
Una vertenza legale oppone il Consorzio depurazione acque Lugano e dintorni (CDALED) ai Comuni di Agno e Massagno.
Questi ultimi sono infatti stati chiamati a pagare circa 270'000 franchi di spese supplementari per la copertura dei costi del consorzio, perché non hanno presentato nei termini fissati i dati di consumo dell'acqua per l'anno 2014 e sono quindi stati tassati d'ufficio secondo una chiave di riparto.
Agno, come si legge sul Corriere del Ticino, è quindi chiamato a pagare circa 100'000 franchi in più del dovuto, mentre a Massagno la bolletta è lievitata di addirittura 170'000 franchi.
Ma i due Comuni non ci stanno e hanno chiamato in causa il Tribunale amministrativo. Sostengono di non aver mai ricevuto la lettera di richiesta dei dati da parte della società privata di Morbio cui il CDALED ha affidato il compito di raccogliere le informazioni in tutto il Luganese. La lettera, in effetti, non è stata inviata per raccomandata. Oppure, come si legge ancora sul Corriere del Ticino, è possibile che la richiesta non sia stata presa in considerazione perché proveniente da una società privata e non dal consorzio.
I due Comuni parlano di "una serie di circostanze che ha favorito la mancata risposta alle richieste del consorzio", ma soprattutto lamentano le "pesanti e sproporzionate conseguenze" che la mancata risposta comporta. "Sarebbe bastato farci una telefonata o anche solo inviarci un sms per ricordarci di inviare i dati" affermano.
Il presidente del CDALED Francesco Gandolla afferma dal canto suo che "non c'era malignità e non lo abbiamo fatto per punire Agno e Massagno. Anzi, se fosse stato chiaro che i Comuni sarebbero stati puniti non saremmo usciti con la chiave di riparto. È però anche vero che negli statuti c'è un articolo che indica la procedura da seguire, e che gli statuti sono stati approvati anche da Agno e Massagno."
"Nelle nostre procedure interne abbiamo adottato dei correttivi per far sì che non si arrivi più a questo punto" aggiunge Gandolla. "Certo, con il senno di poi sarebbe stato meglio fare una telefonata. E anche se la colpa formale è dei due Comuni, da parte nostra avremmo potuto fare di più."
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