
La Corte dell'Aia ha respinto la richiesta israeliana di archiviare il caso sulle accuse di genocidio promosse dal Sudafrica. "Alcune delle denunce di violazione dei diritti umani presentate dal Sudafrica sono giustificate", ha spiegato la presidente del Tribunale Joan Donoghue, ordinando a Tel Aviv di prendere tutte le misure per prevenire qualunque atto di genocidio e riferirne entro un mese. Allo stesso tempo la Corte non ha ordinato a Israele di interrompere i combattimenti, così come richiesto dal Sudafrica, ossia il Paese che ha avviato la causa di fronte al più importante tribunale dell'ONU. Per capire l'importanza di questa decisione, ne abbiamo parlato con l'avvocato Paolo Bernasconi.
Sebbene la Corte abbia chiesto a Israele di applicare delle misure, la sentenza di oggi non riguarda nello specifico l'accusa di genocidio. Per avere una sentenza definitiva ci potrebbero volere anni. Come mai queste tempistiche?
"Sulle tempistiche non sono sorpreso. Non si tratta di una giuria qualunque, ma di un tribunale. I tribunali di tutti i paesi domandano del tempo per risolvere le vicende più semplici. In questo caso ci troviamo di fronte a un problema complesso, che è la qualifica di genocidio o crimine di guerra o crimine contro l'umanità. Tutte le prove che vediamo in televisione devono essere vagliate e confermate. Ci sono anche prove false e deve essere pure ascoltato lo Stato che viene accusato. La procedura richiede dunque del tempo".
Resta un interrogativo di fondo: quanto sono utili questi tribunali internazionali? Sono davvero incisivi?
"L'istituzione di questo Tribunale è stato un passo storico, tanto è vero che molti processi e condanne nei confronti dei responsabili di crimini di guerra o contro l'umanità hanno un significato. Tutti i paesi che vi aderiscono (120 in totale) sono tenuti a cooperare. In futuro, persone che dovessero essere giudicate dal Tribunale, per esempio accogliendo le domande del Sudafrica, si troverebbero confrontate con un ordine di arresto internazionale. Una decisione così importante di condanna potrebbe anche servire da base per numerosi paesi che dovessero decidere sanzioni economiche. Le sentenze di questo Tribunale sono dunque molto importanti”.

