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Accusato di tentato assassinio, nemmeno stavolta si presenta
Accusato di tentato assassinio, nemmeno stavolta si presenta
Accusato di tentato assassinio, nemmeno stavolta si presenta
Redazione
8 anni fa
Odiava i vicini, diede fuoco al palazzo: prosegue in contumacia il processo a carico di un 57enne del Locarnese

Si è aperto oggi davanti alla Corte delle assise criminali di Lugano il processo nei confronti del 57enne che il 2 marzo scorso diede fuoco allo stabile in cui viveva in via Franzoni a Locarno (vedi articoli suggeriti). L’uomo agì per colpire gli altri inquilini dello stabile, colpevoli a suo dire di non rispettare le regole dello stabile.

A disturbarlo erano i rumori dei rasoi la mattina presto o lo “strimpellare al pianoforte” di una bambina, così come l’uso del trapano alle 22 di sera. Inizialmente aveva smesso di pagare l’affitto, per poi dare fuoco a delle taniche di benzina in cantina. Il suo piano comprendeva anche l’uccisione con un’arma da fuoco della coinquilina, ed ex compagna. In casa disponeva anche di un vero e proprio arsenale: pistole, un fucile d’assalto, un fucile a pompa e una carabina.

Come accaduto nella prima udienza, l’uomo ha rifiutato di presentarsi in aula. Come previsto dalla legge, vista la seconda assenza sarà giudicato in contumacia per i reati di tentato assassinio plurimo, incendio intenzionale, rappresentazione di atti di cruda violenza, pornografia e violazione alla Legge federale sulle armi.

Il dibattimento, anche in assenza del protagonista, è iniziato con un colpo di scena: nella cella dell’imputato sono state trovate sei buste indirizzate a vari partecipanti del procedimento: il suo avvocato, Deborah Gobbi, alla pp Chiara Borelli, al giudice e ad altri rappresentanti della giustizia. Missive che il presidente della Corte Marco Villa le ha questa mattina consegnate ai destinatari.

Le lettere riportano la dicitura POST MORTEM, è quindi ipotizzabile che siano state redatte prima del tentativo di suicidio dell’uomo, avvenuto nei giorni precedenti la prima udienza dell’8 marzo scorso. Il giudice Marco Villa ha deciso di non aprire la sua: “Fortunatamente l’imputato è ancora vivo, se avesse voluto dirmi qualcosa doveva presentarsi in aula”, ha commentato.

Il processo dovrebbe concludersi nei prossimi giorni.

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