Cerca e trova immobili
Ticino
Accordo sui frontalieri, “si apre un nuovo capitolo”
Foto Gabriele Putzu
Foto Gabriele Putzu
Redazione
6 anni fa
Ignazio Cassis soddisfatto per la storica firma. Il direttore del DFE Christian Vitta sull’impatto finanziario: “Gli introiti aumenteranno, creando un beneficio netto”

Dopo 5 lunghi anni da quell’accordo parafato nel 2015, le autorità svizzere e italiane hanno firmato questa mattina a Roma il nuovo accordo fiscale sui frontalieri. La nuova intesa si applicherà solo ai “nuovi frontalieri”, ossia coloro che giungeranno in Ticino per lavorare a partire dal momento dell’entrata in vigore dell’accordo dopo la ratifica dei rispettivi parlamenti. Secondo quanto riportato quest’oggi dal Dipartimento federale delle finanze in futuro l’imposta che la Svizzera applicherà sul reddito da lavoro dipendente per i nuovi frontalieri passerà all’80% (contro il 70% previsto inizialmente dall’accordo parafato nel 2015). I nuovi frontalieri saranno inoltre assoggettati ad imposizione in via ordinaria anche nello Stato di residenza, che eliminerà la doppia imposizione. A informare sui dettagli della nuova intesa in conferenza stampa a Bellinzona Ignazio Cassis, Capo del Dipartimento federale degli affari esteri; Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato; Christian Vitta, Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia; Daniela Stoffel, Segretaria di Stato per le questioni finanziarie internazionali del Dipartimento federale delle finanze (DFF).

16.50 - Fine della conferenza stampa

16.48 - Nell’accordo si fa una distinzione tra vecchi e nuovi frontaleri. Le disparità di trattamento potranno essere contestate in sede giuridica?
“È una delle questioni che sono emerse fin dall’inizio, ma già l’accordo attuale prevede una distinzione tra i lavoratori frontalieri e i residenti in Italia. Da giuristi svizzeri potremmo porci il problema, ma abbiamo ottenuto rassicurazioni da parte italiana sulla costituzionalità delle misure. Il problema dunque non sussiste”.

16.43 - Ci sono preoccupazioni per l’entrata in vigore dell’accordo? Quali le tempistiche?
Cassis: “Con la firma si conclude la fase di lavoro dei governi. Il Consiglio federale ha deciso di firmare questo accordo, dando la delega di competenza al Dipartimento federale delle finanze, che elaborerà un messaggio di legge da sottoporre al Parlamento entro la fine del 2021. Il Governo non si aspetta particolare reazioni. Vitta ha ricordato l’ottima collaborazione con la Deputazione ticinese, che giocherà un ruolo importante all’interno del Parlamento per far passare il messaggio”. Per l’entrata in vigore si parla del 1° gennaio 2023, ma bisogna “ancora essere prudenti”.

16.38 - Si teme una corsa di lavoratori per rientrare nei vecchi frontalieri prima dell’entrata in vigore del nuovo accordo. Come rispondete a queste paure?
Stoffel: “È una buona domanda, per questo abbiamo inserito una clausola con la quale possiamo prevenire abusi”. Vitta: “Collaboreremo con l’autorità federale per correggere e sanzionare eventuali abusi. Siamo coscienti che occorrerà monitorare la situazione e trovare dei correttivi”.

16.35 - Quale sarà il destino della misura che riguarda il casellario giudiziario?
Gobbi: “Il Consiglio di Stato si era detto disponibile a soluzioni alternative per avere controlli simili. Dovremo discuterne nelle prossime settimane”.

16:32 - Che impatto finanziario avrà il nuovo accordo?
Vitta: “All’undicesimo anno anche gli introiti dei vecchi frontalieri rimmaranno nel paese in cui operano. Dare delle cifre ora è complicato. Possiamo immaginare che, una volta che il sistema è entrato in vigore, la cifra ammonti a svariate di decine di milioni di franchi. Sono stime che però dipendono dall’evoluzione del numero di frontaleri sul nostro territorio. È comunque da salutare positivamente che ci sarà un progressivo aumento. L’impatto inizialmente sarà analogo a quello attuale”.

16.30 - Iniziano le domande

16.28 - Prende la parola Daniela Stoffel
“Tengo a ringraziare le autorità italiane per la costruttiva trattativa. Entrambe le parti hanno lavorato per raggiungere questo accordo. Per la firma ho utilizzato una penna di legno ricavata da una quercia ticinese che il Consiglio di Stato ha donato al consigliere Ueli Mauere durante l’incontro dello scorso ottobre. Riteniamo che la soluzione trovata sia equilibrata e pratica. È stato importante che i Cantoni siano stati coinvolti da vicino per trovare una soluzione”.

16.15 - Christian Vitta sui benefici economici
Il Governo aveva due obiettivi: in primo luogo di tutelare il mercato del lavoro ticinese e avere una maggiore parità di trattamento tra frontalieri e lavoratori ticinesi. Questo sarà ottenuto in futuro tramite la piena imposizione in Italia. Il Consiglio di Stato ritiene importante attendere una maggiore quota per il Canton Ticino, in un periodo di ristrettezze finanziarie. La nuova versione prevede una trattenuta fiscale dell’80% per i nuovi frontalieri, mentre quelli attuali verranno tassati al 100% in Svizzera per i prossimi 11 anni. La situazione è neutra dal profilo finanziario, poi gradualmente gli introiti aumenteranno, creando un beneficio netto”. Benché il percorso non sia ancora concluso, Vitta ha sottolineato che è importante evidenziare questo percorso irto di ostacoli. “In questo periodo il Cantone ha agito attivamente, ha promosso una politica estera dal basso, assieme alla Lombardia. Questo sforzo ha prodotto una lettera congiunta ai ministri delle finanze per facilitare lo sblocco dell’impasse che si era creata e firmare l’accordo in tempi celeri. Abbiamo cercato di sfruttare tutto il margine di manovra che ci era concesso, per arrivare a una soluzione. Questo gioco di squadra ha sortito effetti positivi”.

16.07 - Parla Ignazio Cassis
“La Svizzera e l’Italia hanno firmato un importante accordo. Importante per il valore simbolico per questa firma in tempi stretti, annunciata da tre consiglieri federali (Maurer, Sommarura e lo stesso Cassis, ndr). Inoltre regola una questione giuridica aperta da diversi anni. Ora abbiamo la certezza e la prevedibilità del diritto. Il DFAE, da quando sono stato eletto, ha lavorato molto per dare peso a questa firma. Come prima visita all’estero avevo scelto proprio l’Italia. Poi, nel gennaio 2019, ricevetti in visita a Lugano l’allora ministro degli affari esteri, con il quale cercammo di dare un’ulteriore spinta. La visita di Luigi di Maio in autunno ha permesso di approfondire e avere un impegno politico per portare avanti l’accordo. Con particolare fierezza e contentezza sono dunque qui questa sera. Il Consiglio federale ha preso pienamente atto dell’importante legame tra i due paesi. La Svizzera è il secondo paese italofono al mondo e i due paesi condividono molto di più di una frontiera comune: non solo attività economiche, ma anche legami famigliari e culturali. I due paesi scambiano beni e servizi in una settimana per il valore commerciale di oltre un miliardo di franchi. La pandemia ha evidenziato ancor di più l’importanza di questi legami. La Svizzera durante la fase cruciale della prima ondata ha sostenuto la vicina Penisola (tra cui la spedizione di materiale sanitario). Particolare importanza ha poi avuto la riapertura delle frontiere in primavera. Abbiamo quindi creato un nuovo “momentum” per creare un nuovo dinamismo. Il malessere degli scorsi anni trova dunque una fine. Il nuovo accordo prevede nuovi miglioramenti, che si basa sulla reciprocità” ha concluso Cassis, ringraziando tutti coloro che hanno permesso il raggiungimento dell’accordo, tra cui anche i Cantoni Ticino, Vallese e Grigioni. “Ora si apre un nuovo capitolo. La ratifica da parte dei Parlamenti dovrebbe arrivare entro la fine del 20121 e l’entrata in vigore è prevista per il 2023 ”.

16.01 - Prende la parola Norman Gobbi
“Questo incontro segue quello dello scorso 16 ottobre, durante il quale Ueli Maurer ventilò un’imminente conclusione delle trattative. La presenza oggi di un consigliere federale e della Segretario di Stato non è casuale: vuole sugellare un importante passo. Il Governo ha presso atto con soddisfazione dell’importante firma, che ha pesato negativamente sulle relazioni di vicinato con l’Italia. Il Cantone non ha mai abbassato le braccia e si è dato per vinto, nonostante la situazione di stallo. È doveroso ricordare la collaborazione con la Regione Lombardia, per levare gli ostacoli alla firma dell’accordo. L’accordo permetterà di tutelare meglio il mercato ticinese. Da salutare in modo importante la trattenuta fiscale dell’80 % in Svizzera”.

16.00 - Inizio della conferenza stampa

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata