
“La Svizzera di lingua italiana ha bisogno di momenti come questo per confrontarsi e capire come mantenere vivo i rapporti con il resto del paese. Il rischio concreto è che alcune parti del paese, così come hanno mostrato alcune reazioni alle votazioni federali di ieri, si sentano incomprese. Il federalismo non può migliorare da solo. Il nostro compito come politici ma anche come cittadini è rammendare questo tessuto in modo che le diverse componenti siano unite tra loro”. È con queste parole che il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi ha inaugurato l’incontro con la stampa dopo un “dialogo politico strutturato” concernente la Svizzera italiana avvenuto assieme al Consigliere federale Ignazio Cassis e una delegazione del Consiglio di Stato grigionese, guidata dal vicepresidente Mario Cavigelli. L’incontro, svoltosi a Palazzo delle Orsoline, ha permesso di fare il punto della situazione su alcuni temi di interesse comune, come la promozione del plurilinguismo e dell’italianità, la situazione legata alla diffusione del nuovo coronavirus e le relazioni transfrontaliere.
Il ruolo dei Cantoni nella gestione della pandemia. Cassis: “I miei complimenti al Ticino”
Ricordando i numerosi punti toccati durante l’incontro, il consigliere federale Ignazio Cassis si è complimentato con il Ticino per come ha gestito la crisi. “Il Ticino ha dato prova di serietà e concretezza nel mettere in atto misure che altri Cantoni, meno toccati dalla pandemia, hanno avuto difficoltà a mettere in atto perché hanno vissuto in maniera meno profonda la crisi sanitaria. Oggi abbiamo parlato di test diagnostici, sierologici, di vaccini, di quarantene (compreso il dibattito con la Liguria) e del coordinamento delle misure in vista della stagione autunnale e invernale”. In questo senso Cassis ha sottolineato l’importanza del ruolo dei Cantoni. “Misure più o meno restrittive potrebbero diventare argomento di competizione economica non solo tra Stati, ma anche tra un Cantone e l’altro” ha messo in guardia Cassis, sottolineando l’importanza del pari trattamento tra regioni. “Il Consiglio federale continua a seguire da vicino la situazione, ma non è il primo attore responsabile e non vorrebbe più ripristinare la situazione straordinaria degli scorsi mesi. In questo senso il ruolo dei Cantoni rimane indispensabile. Il desiderio è di migliorare il coordinamento tra Cantoni e trovare accordi su regole comuni. In Ticino la finestra di crisi si è conclusa bene, non è stato facile e c’è stato un grosso lavoro dietro le quinte. Per questo ringrazio la collaborazione con il Governo cantonale”.
Passo avanti sull’accordo sui frontalieri
Il consigliere federale ticinese si è poi soffermato sulle relazioni tranfrontaliere, accennando all’accordo sui frontalieri parafato nel 2015, ma non ancora firmato dal Governo italiano. “Negli scorsi giorni si è tenuto un incontro a Roma tra Daniela Stoffel, segretaria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, con il collega italiano. Sembra sia stato trovato un accordo di principio sulle modifiche necessarie per fare entrare in vigore il testo fermo ormai da 5 anni. È un passo concreto che non vivevamo da tanto tempo. Domani la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga sarà a Roma e tra le altre cose discuterà anche di nuovo su questo punto”. Rispondendo a una domanda sulle modifiche dell’accordo, Cassis ha spiegato che “globalmente si resta sugli elementi chiave considerati”. Si tratta di stabilire l’entrata in vigore dell’accordo e discutere “su alcune modifiche di secondo livello, ma non c’è uno snaturamento dell’accordo rispetto al passato”. L’idea è di poter arrivare “alla firma entro fine anno”. Maggiori dettagli verranno resi noti il 16 ottobre, quando il direttore del Dipartimento federale delle finanze Ueli Mauer scenderà in Ticino.
Iniziativa sulla limitazione
Ignazio Cassis ha anche informato i Governi cantonali di Ticino e Grigioni sulle relazioni attuali con l’UE, anche nell’ottica del risultato di domenica che ha visto l’iniziativa per la limitazione dell’immigrazione respinta a livello svizzero, ma accolta da una maggioranza di votanti in Ticino. “Con la votazione di domenica la popolazione svizzera ha dimostrato che la via bilaterale con l’Ue è importante da mantenere. Ma credo sia importante che le regioni di frontiera possano disporre di un buon margine di manovra. Qui entriamo in un discorso giuridico su quali libertà ha il Cantone rispetto alla legge federale. È un continuto nella storia della Svizzera tra centralizzazione e decentralizzazione”.
L’importanza del plurilinguismo
Il consigliere federale ha sottolineato lo sforzo intrapreso dal DFAE per la difesa delle minoranze e per un’equa rappresentanza linguistica nell’amministrazione federale e nelle aziende parastatali. In questo senso, ha sottolineato la necessità di non abbassare mai la guardia nel sostenere il plurilinguismo svizzero, un fattore essenziale per la coesione nazionale. “Settimana scorsa abbiamo tenuto a Berna la settimana del plurilinguismo. È stata l’occasione per una settantina di apprendisti di varie nazionalità e lingue di scambiarsi tra loro. Oggi siamo andati oltre. Abbiamo concordato di valutare la concreta possibilità di uno scambio di apprendisti tra Ticino, Grigioni e Confederazione, cominciando dal nostro Dipartimento. Un gruppo di lavoro chiarirà nei prossimi mesi quali ostacoli giuridici potrem incontrare per realizzare un ‘piccolo Erasmus’ attorno alla lingua italiana tra Berna, Ticino e Coira”. L’intenzione è anche quella di lanciara una settimana della lingua romancia, per valorizzarre la lingua parlata nei Grigioni, un Cantone che “ha tutto il mio rispetto per gestire tre lingue sul piano cantonale” ha sottolineato Cassis. Infine il consigliere federale ha ricordato che l’anno prossimo si terrà la conferenza annuale degli ambasciatori a Pontresina, con 250 diplomatici che marcheranno la loro presenza nella località grigionese.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

