
“È solo questione di tempo, di poco tempo”. Con questa frase l’assessore lombardo agli Enti locali, con delega ai rapporti con la Svizzera, Massimo Sertori ha recentemente riacceso i riflettori sull’accordo sui frontalieri. La dichiarazione di Sertori si inserisce in un discorso più ampio: la Regione Lombardia starebbe lavorando a stretto contatto con il neoministro dell’economia italiano Giancarlo Giorgetti affinché il carico fiscale su lavoratori e imprese nella fascia di confine sia alleggerito attraverso l’uso dei ristorni. Ministro che, dal canto suo, ha assicurato l’impegno del governo italiano a riprendere in mano l’accordo. Stando alla roadmap sottoscritta tra i due paesi, l’accordo dovrebbe entrare in vigore nel 2023. In attesa che il parlamento italiano dia il suo via libera, abbiamo voluto rispolverare il tema con il responsabile del centro competenze tributarie della SUPSI Samuele Vorpe.
Con il nuovo accordo chi ci guadagna?
“Gli attuali frontalieri hanno il vantaggio di poter continuare a beneficiare anche con il nuovo accordo di una norma transitoria che sancisce che il loro reddito sia imponibile solo in Svizzera. Ci guadagnano? Sì perché i frontalieri che entreranno nel mercato del lavoro dopo l'accordo dovranno dichiarare il reddito in Italia. L’Italia avrà quindi un vantaggio con i nuovi frontalieri visto che potrà incassare maggiore gettito con aliquote superiori, concedendo poi il credito per imposte svizzere più basse. Il Ticino potrà avere un vantaggio, ma non prima di 10-15 anni”.
Perché il vantaggio per il Ticino non sarà immediato?
“È solo dal 2034 che cesseranno i ristorni del 40% per gli attuali frontalieri. Solo da quella data il Ticino incasserà il 100%, prima ci perde. Oggi il ristorno è del 38.8%, mentre con il nuovo accordo sarà del 40%. Bisognerà quindi versare qualche milione in più all'Italia. Oggi, inoltre, i frontalieri che rientrano quotidianamente al loro domicilio pagano le imposte comunali alla fonte nella misura del 100%. Con il nuovo accordo si dovrà scendere a un moltiplicatore comunale medio del 79%”.
Sembra che da questo accordo non ci guadagniamo tanto. Più che una domanda è una constatazione…
“Ci potremo guadagnare forse tra 10-15 anni. Dovremo fare una valutazione nel 2034. Bisognerà capire quanti sono ancora gli attuali frontalieri che lavorano in Svizzera e pagano le imposte solo qui. Se questo numero sarà importante e non ci saranno più i ristorni, allora il Ticino dagli anni successivi tratterà il 100%. Oggi possiamo solo fare ipotesi. Ma abbiamo la certezza che nei primi anni avremo minori entrate e maggiori ristorni”.

