
La Lega dei Ticinesi prende posizione sull'accordo quadro, dopo che ieri il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è detto pronto a discutere con Berna per la sottoscrizione del documento.
"Lo scorso venerdì" esordisce la Lega, "il Consiglio federale ha annunciato a Bruxelles che prima della firma dell’accordo occorrevano chiarimenti sulle misure accompagnatorie, sulla direttiva UE sulla cittadinanza, e sugli aiuti statali. Si tratta evidentemente di un espediente per menare il can per l’aia, nell’attesa di lasciarsi alle spalle le elezioni federali. Firmare l’accordo coloniale prima delle elezioni rischierebbe infatti di danneggiare il triciclo PLR-PPD-PSS".
"Degno di nota il fatto che il Consiglio federale abbia sollevato eccezioni solo sui tre punti sopra citati. Per contro, questioni della massima importanza come la ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE ed i giudici stranieri, che equivarrebbero alla fine della nostra sovranità, sono condivise ed approvate dal CF".
"In tempo di record" prosegue il movimento, "il presidente uscente della commissione UE Jean-Claude Juncker, i cui giorni a Bruxelles sono contati, si è detto disposto a rispondere in fretta e furia alle questioni sollevate dal CF, alfine di giungere alla sottoscrizione dell’accordo-capestro il prima possibile. Secondo Jucker, i chiarimenti dovrebbero avvenire entro il 18 giugno".
Secondo la Lega questa tempistica è una "farsa" e dimostra ulteriormente "la volontà e la fretta dell’UE di sottomettere la Svizzera".
Per il movimento leghista la Svizzera "non può tollerare di farsi mettere sotto pressione". La Lega si opporrà quindi alla sottoscrizione di questo "scandaloso trattato coloniale che costituirebbe la pietra tombale della nostra indipendenza, della nostra sovranità e dei nostri diritti popolari".
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