
È finito nel mirino del Movimento 5 stelle l'accordo siglato tra il Museo delle Culture di Lugano ed il Museo d'Arte Orientale di Torino. Un accordo che dà il via a una collaborazione tra le due entità e che è stato definito dal direttore del MCL Paolo Campione "probabilmente una prima europea".
Apparentemente questa intesa, nell'ambito della quale Torino verserà a Lugano 360'000 franchi, dovrebbe trovare consenso unanime. Due musei molto simili tra loro, ma che faticano a decollare, non possono che trarre beneficio dalla ricerca di sinergie, a vantaggio quindi di entrambi.
Ma se a Lugano l'intesa ha già portato a due interpellanze di Attilio Bignasca rispettivamente di UDC e PC, per chiedere lumi sull'opportunità di concedere un mandato diretto a un consulente italiano, Antonio Scudieri, per 50'000 franchi annui, anche a Torino c'è chi storce il naso.
Si tratta del Movimento 5 stelle, che ha depositato un'interpellanza per chiedere chiarimenti proprio sui medesimi dubbi sollevati da Bignasca.
Ossia sulla commessa da 66mila euro annui affidata dal Museo delle Arti Orientali al Museo delle Culture di Lugano, finalizzata all'ottenimento per il Mao della certificazione Iso 9001.2008. In pratica quei 360'000 franchi che Torino verserà a Lugano. Secondo il Movimento 5 stelle, come sostenuto da Bignasca e dai consiglieri comunali UDC e PC, buona parte di questi soldi non finirà nelle casse della Città sul Ceresio, bensì nelle tasche di un già ben remunerato esperto torinese.
Il Movimento 5 stelle evidenzia infatti come lo stesso Museo delle Culture di Lugano, subito dopo l'accordo, abbia assegnato un piano di comunicazione alla società Capitale Cultura International, recentemente costituita e con sede a Massagno, il cui fondatore e amministratore è Antonio Scudieri.
Scudieri che annovera già l'incarico di responsabile marketing della Fondazione Torino Musei, con tanto di compenso da 60mila euro annui.
Il Movimento 5 stelle sottolinea come Scudieri, grazie a questo accordo Lugano-Torino, riceverà altri 50mila franchi all'anno dal museo ticinese.
"Una cifra considerevole per un ente (il Museo delle Culture di Lugano, n.d.r.) che può contare su una decina di visitatori al giorno con un giro di affari di 27mila euro annui" aggiunge il movimento di Beppe Grillo.
Per cui il movimento chiede al sindaco di Torino e all'assessore competente se le cifre comunicate in merito all'accordo corrispondano a realtà. E se sì, perché non si sia provveduto ad utilizzare del personale interno per procedere con la certificazione (il MAO conta 120 dipendenti), anziché appoggiarsi a una neocostituita società di Lugano.
Inoltre il Movimento 5 stelle accusa la Città di Torino di non aver informato i cittadini dell'impegno economico dell'accordo, lasciando sottointendere che lo stesso non avrebbe comportato esborsi, bensì solo sinergie di competenze e intenti.
L'interpellanza prosegue con altre richieste di delucidazioni. "È opportuno sottoscrivere un accordo con un ente che contrattualizza il medesimo professionista già contrattualizzato dalla Fondazione per la Cultura della Città di Torino?" E ancora: "Il Comune è a conoscenza dell'incarico ricevuto dal signor Scuderi da parte del Museo delle Culture di Lugano?"
Sempre su Scuderi, il Movimento 5 stelle vuole conoscerne i frutti dell'operato. Ossia quante sponsorizzazioni sia riuscito a ottenere in qualità di responsabile marketing della cultura torinese e se queste sponsorizzazioni siano state sufficienti almeno a coprire il suo stipendio."
Infine la trasparenza. "Tale consulenza è da considerarsi in linea con le norme di trasparenza degli enti pubblici secondo le ultime normative sulla tracciabilità dei pagamenti internazionali o deve essere notificata o segnalata alla Autorità competenti della Guardia di Finanza?"
Un'interpellanza che senz'altro farà discutere. Soprattutto in un periodo come questo, in cui il Museo della Arti Orientali di Torino arranca. Per motivi di budget, infatti, è previsto un taglio del 25% dei dipendenti. Un aspetto che stride ancor più, per il Movimento 5 stelle, con quella commessa da 360'000 franchi assegnata in Svizzera.
AS
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