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Ticino
Accordo frontalieri: “L'Italia ha poche ragioni per firmare"
Accordo frontalieri: “L'Italia ha poche ragioni per firmare"
Accordo frontalieri: “L'Italia ha poche ragioni per firmare"
Redazione
7 anni fa
Il consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini. "Salvini non vuole certo farsi impallinare dai suoi attuali sostenitori"

In un’intervista rilasciata al settimanale Opinione Liberale, il consigliere nazionale liberale radicale Giovanni Merlini ha espresso il suo parere in merito alll’accordo sui frontalieri, parafato nell’ormai lontano dicembre 2015 tra Svizzera e Italia. Secondo il parlamentare, a Roma la volontà di firmare questo accordo è pressoché nulla e le ragioni sono molte.

“L’Italia non firmerà finché governerà l’attuale coalizione, ma probabilmente anche con un altro governo la situazione non si sbloccherebbe in tempi rapidi" afferma Merlini. "Ma mi lascio sorprendere volentieri. Se da un profilo finanziario il nuovo accordo consentirebbe all’Italia di incrementare a medio termine il gettito fiscale – spiega il deputato - dal profilo politico scotta. Le giunte che amministrano i Comuni della fascia di confine italiana sono perlopiù dominate dalla Lega che ovviamente non intende rendersi impopolare aumentando le imposte. E Salvini non vuole certo farsi impallinare dai suoi attuali sostenitori. Perciò ho sempre sostenuto che il nuovo accordo è comunque più interessante per noi che per l’Italia”.

Negli scorsi giorni Merlini ha quindi inoltrato un postulato, con il quale invita il Consiglio federale ad elaborare un cosidetto piano B. “Mi aspetto uno scenario strategico alternativo – spiega il parlamentare - in cui si dica in quale direzione intende muoversi il governo federale e si spieghi quale sarà il destino dell’attuale accordo, visto anche il suo stretto legame con la Convenzione italo-svizzera contro la doppia imposizione. Dovranno essere illustrate anche le implicazioni economiche e finanziarie per il Ticino e delineate eventuali misure di compensazione o di equo indennizzo, in uno spirito di solidarietà confederale”.

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