Cerca e trova immobili
Ticino
Accordo fiscale, parte la lettera a Gentiloni
Accordo fiscale, parte la lettera a Gentiloni
Accordo fiscale, parte la lettera a Gentiloni
Redazione
9 anni fa
Il Consiglio intersindacale chiede un incontro urgente con il Premier italiano per modificare l’intesa parafata nel 2015

La lettera porta la doppia firma di Alessandro Tarpini in rappresentanza del Consiglio intersindacale Ticino-Lombardia-Piemonte e Vittorio Giumelli per i Grigioni. Un atto formale – da parte CSIR – che si inserisce nel solco delle preoccupazioni per il nuovo accordo fiscale svizzero-italiano sui frontalieri. Destinatario, il Premier italiano Paolo Gentiloni al quale il sindacato, martedì sera, ha inviato una missiva riservata per chiedere un incontro urgente. Due gli obiettivi: da un lato sensibilizzare le autorità italiane sulla delicata situazione dei circa 65000 frontalieri che ogni giorno varcano il confine ticinese e dall’altro individuare soluzioni condivise per modificare l’intesa parafata nel 2015. Lo anticipa Teleticino.

“Purtroppo oggi i frontalieri vivono uno stato d’animo di profondo disagio sia in Ticino che in Italia” ha spiegato Tarpini “E questi accordi secondo noi non miglioreranno la situazione. Abbiamo richiesto un incontro urgente al Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni per illustrare nei dettagli questa situazione e per provare a riprendere la discussione sull'Accordo che secondo noi va rivisto”.

Accordi da rivedere da un punto di vista fiscale (la previsione dei sindacati è infatti che le soluzioni individuate non riusciranno ad arginare il fenomeno del dumping), ma anche da un punto di vista sociale. L’obiettivo è infatti quello di chiedere alle istituzioni, nel quadro dell’Accordo, il potenziamento di alcuni meccanismi di protezione sociale per i frontalieri (dalla disoccupazione, alla maternità, dalla sicurezza sul lavoro e fino a maggiori tutele salariali), per compensare la penalizzazione fiscale.

“Non si può pretendere di prendere il peggio della legislazione italiana il peggio della legislazione Svizzera e applicarle ai frontalieri” continua Tarpini “Per questo noi vogliamo mettere al centro il tema delle protezioni sociali che ha una valenza determinante in ambito di rapporti di lavoro”.

Possibilità, questa, che per il CSIR andrebbe discussa fra le parti attivando un tavolo di lavoro mirato sul dossier che per la prima volta coinvolga direttamente le istituzioni italiane, svizzere e gli organi sindacali.

“Potremmo chiamarlo un tavolo culturale dove si giudica insieme lo scenario in funzione dell'accordo” ha dichiarato Andrea Puglia, vicepresidente CSIR per Ocst. “Vorremmo partecipassero le parti sociali, quindi gli impresari e i rappresentanti della politica, quindi Gran Consiglio e Consiglio di Stato. Sul fronte italiano ci sono sempre i nostri partner sindacali e poi i politici di frontiera che potranno andare a Roma a discutere della legge di ratifica dell'accordo. Ci serve gente informata dei fatti per trattare un tema complesso”.

Romano Bianchi 

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata