Cerca e trova immobili
Ticino
Accordo fiscale, OCST rassicura i frontalieri
Accordo fiscale, OCST rassicura i frontalieri
Accordo fiscale, OCST rassicura i frontalieri
Redazione
9 anni fa
Molti lavoratori preoccupati dalla "firma imminente", ma il sindacato spiega: "Ci vorranno almeno due anni"

Negli scorsi giorni si è rilanciata la notizia che l'Italia sarebbe pronta a firmare l'Accordo bilaterale sull'imposizione fiscale dei frontalieri. Il portale Ossolanews, in un articolo poi rimosso, aveva addirittura ripreso delle presunte dichiarazioni in tal senso di Vieri Ceriani, il capo negoziatore italiano per le questioni fiscali. Nessuna novità, si badi bene: da tempo infatti è noto che l’accordo è già negoziato e deve essere solo ratificato, ma il Governo italiano deve sottostare al volere della Camera dei deputati, che concederebbe il via libera solo in caso di rimozione dell'esito del referendum del 9 febbraio 2014 sull'immigrazione di massa e del casellario giudiziale richiesto ai frontalieri (vedi articolo suggerito).

Uno di questi due paletti è ormai caduto in quanto la soluzione proposta dal Parlamento federale al 9 febbraio è eurocompatibile, il che riduce il tutto al casellario giudiziale, ma se ne saprà di più a giugno. Il Consiglio di Stato, ricordiamo, ha incaricato il Dipartimento delle istituzioni di sottoporre delle possibili varianti compatibili con il diritto internazionale (vedi articolo suggerito).

La notizia della firma imminente è però bastata a mettere in allarme moltissimi lavoratori frontalieri, che hanno espresso le loro preoccupazioni anche via social.

Interrogativi ai quali l’Ufficio frontalieri del sindacato OCST ha replicato con una lettera datata 8 maggio (vedi GALLERY) ai propri associati con la quale evidenzia che ad oggi nulla è avvenuto a causa di "un rallentamento dovuto sostanzialmente alle tensioni che sono sorte tra il Governo italiano e la Svizzera a causa della politica aggressiva del Canton Ticino, sempre più accanita nell'attaccare i frontalieri".

Secondo il sindacato la rinuncia al casellario giudiziale da parte delle autorità ticinesi appare "improbabile" e anche in caso di firma, l'accordo non entrerebbe automaticamente in vigore.

"Ci vorranno ancora almeno due anni a causa dell'iter dei lavorio parlamentari", spiega il sindacato, che assicura: "Il tema resta caldo e andrà monitorato".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata