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Ticino
Accordo fiscale: il Governo soddisfatto, ma...
Redazione
12 anni fa
Opinioni ambivalenti sull'accordo con l'Italia. La Voluntary Disclosure soddisfa. Preoccupano invece la "clausola ghigliottina" e l'abbandono della soglia minima

Era atteso da giorni, e attorno al comunicato stampa del Governo a commento del raggiungimento di un'intesa fra Italia e Svizzera in materia fiscale era nato un vero e proprio giallo (vedi articolo allegato). Ed oggi, dopo la consueta riunione del Consiglio di Stato, giunge infine una posizione ufficiale che giudica positivamente il fatto che "dopo anni di lunghe e difficili discussioni si sia finalmente giunti ad un accordo". Riportiamo qui di seguito i contenuti del comunicato.

Piazza finanziaria"Entro il 2 marzo 2015 la Svizzera s’impegna a firmare il protocollo di modifica dell’art. 27 della Convenzione per evitare la doppia imposizione fra la Svizzera e l’Italia riprendendo lo standard dell’OCSE per lo scambio d’informazioni su domanda. Ciò consentirà alla Svizzera di non essere più discriminata dalle sanzioni previste dalla legge sull’autodenuncia italiana detta Voluntary Disclosure Program (VDP) se fosse considerata in black list."

Fiscalità dei frontalieri

Per il Consiglio di Stato "nel complesso le basi per un nuovo accordo sono migliori di quello attuale. I dettagli dell'accordo sono ancora da definire e la road map fissa come prioritario questo dossier che dovrà concludersi nei primi 6 mesi del 2015. Il nuovo metodo della limitazione dell’imposta (limitazione della base impositiva) non comporterà più il ristorno entro il 30 giugno poiché ogni Stato godrà della sua sovranità fiscale. Tuttavia se la Svizzera dovesse introdurre nel quadro della messa in pratica dell’articolo 121a della Costituzione federale delle misure contrarie all’Accordo sulla libera circolazione delle persone, è previsto che l’accordo in materia di imposizione dei lavoratori frontalieri concluso secondo la modalità della road map cessi la sua applicazione (la soprannominata "clausola ghigliottina" n.d.r). Questo punto viene letto con preoccupazione dal Governo. La volontà popolare chiaramente espressa in Ticino il 9 febbraio 2014 va rispettata e il Consiglio di Stato chiede al Governo federale di tenerne conto nell’ambito della finalizzazione del negoziato. Infine, si ribadisce l’opinione contraria del Cantone Ticino alla revisione dell’imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa, contenuta nel relativo messaggio licenziato dal Consiglio federale."

Abbandono soglia minima franco-euro

Il Governo ha commentato anche l'altra importante notizia della scorsa settimana, l'abbandono della soglia di cambio da parte della BNS. In questo caso la notizia ha destato molta preoccupazione. "Questa decisione rischia di avere delle conseguenze pesantissime sull'economia e l'occupazione nel Canton Ticino. Inoltre, vanifica i vantaggi ipotizzati dalla road map dell'accordo sulla fiscalità dei frontalieri per ridurre il dumping salariale, uno degli obiettivi del Cantone."

"In questo contesto, il Consiglio di Stato chiede alla Confederazione che l'obiettivo della piena tassazione dei lavoratori frontalieri in Italia venga prioritariamente sostenuto e ottenga garanzie da parte dell'Italia. Si riconosce che è stato fatto molto e che era oggettivamente difficile, vista la complessità della materia negoziale, ottenere risultati sensibilmente maggiori di quelli sino ad ora ottenuti. Ciononostante, il Consiglio di Stato chiede che l’accordo sull’imposizione dei frontalieri sia concretizzato e approvato in tempi brevi e certi, e auspica che, durante il percorso di realizzazione della road map, i negoziatori svizzeri tengano ben presenti le tensioni, ora aggravate dal cambio euro-franco, sul mercato del lavoro ticinese. Non tutti i problemi sono ancora risolti e molto impegno e attenzione, nell’interesse dei ticinesi, dovranno essere riposti in ogni singola trattativa.

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