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Ticino
Accordo fiscale: "Così non si può andare avanti"
Accordo fiscale: "Così non si può andare avanti"
Accordo fiscale: "Così non si può andare avanti"
Redazione
8 anni fa
Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di fare pressioni di tipo finanziario per sbloccare la situazione

Lorenzo Quadri interpella il Consiglio federale sull'accordo fiscale dei frontalieri, dopo che il processo di ratifica si è incagliato a seguito di una mozione presentata da due parlamentari pentastellati (vedi articoli suggeriti). Secondo il Consigliere nazionale leghista sono ora necessarie pressioni di tipo finanziario affinché qualcosa si muova. 

"L’accordo in questione" ricorda Quadri, "stando alle promesse dell’ex CF Widmer Schlumpf, avrebbe dovuto essere realtà da ormai quattro anni. La stessa ex direttrice del DFF nel 2014 aveva annunciato alla Deputazione ticinese alle Camere federali che, in caso di “reticenza” italiana, avrebbe proposto al Consiglio federale l’adozione di “misure unilaterali” nei confronti dell’Italia: segnatamente la denuncia della Convenzione del 1974 sui ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri".

"Il lungo tira e molla su questo accordo ha ormai stancato" sottolinea Quadri. "Le nuove maggioranze politiche italiane appaiono – com’era ampiamente prevedibile: vedi al proposito la mozione 18.3155 di chi scrive – ancora più intenzionate a tutelare i privilegi fiscali dei frontalieri; per quanto essi siano ingiustificati, in prima linea nei confronti dei cittadini italiani che lavorano in patria".

Secondo il consigliere nazionale "non è più possibile né ragionevole negare che, senza esercitare pressioni di tipo finanziario, ovvero senza interrompere il flusso annuo dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri - il cui ammontare è ormai lievitato a quasi 84 milioni di franchi all’anno! – la Svizzera non otterrà mai nulla dalla Vicina Penisola".

Per Quadri questo significa che o il governo ticinese blocca il versamento dei ristorni, o il Consiglio federale disdice la Convenzione del 1974 (oppure entrambe le cose, nell’ordine indicato). "Al proposito" conclude Quadri, "va rilevato che la decadenza automatica dell’accordo contro la doppia imposizione con l’Italia in caso di disdetta della Convenzione è un’ipotesi, ma non una certezza. Ci sono esperti che sostengono il contrario".

Vista la fase di stallo "permanente", Quadri chiede al Consiglio federale se è disposto "finalmente a denunciare la Convenzione del 1974 sui ristorni delle imposte dalla fonte dei frontalieri, così come annunciato dall’ex CF Widmer Schlumpf nel 2014". E nel caso in cui la maggioranza del governo ticinese decidesse di bloccare il versamento dei ristorni, se il Consiglio federale "sarebbe pronto ad appoggiare tale scelta, o per lo meno a non esercitare pressioni per ottenere il versamento". Infine se il Consiglio federale è disposto a distanziarsi dalla linea fin qui tenuta ed a riconoscere un risarcimento al Cantone, visto che il prezzo dell'accordo del 1974 "è stato scaricato interamente sul Ticino". 

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