
"Chiediamo chiarezza riguardo alla posizione del Governo in merito alle trattative con l'Italia". Le dichiarazioni del presidente del governo ticinese Norman Gobbi riguardo ai negoziati con l'Italia e sull'accordo sui frontalieri hanno destato un certo stupore in casa socialista.
"Strano intervento del presidente del Governo in una trattativa tra la Svizzera e l’Italia, esprimendo posizioni personali. Gobbi cita l’assenza di prospettive per l’accesso delle banche svizzere sul mercato italiano come ostacolo, pur riconoscendo che dovrà essere risolto a un altro livello."
A preoccupare i socialisti sono soprattutto le dichiarazioni formulate sull'accordo dei frontalieri. Per Gobbi, lo ricordiamo, l'accordo non corrisponde a quello che il governo si attendeva.
"Abbiamo sempre chiesto che i frontalieri pagassero in Italia le stesse imposte come i loro colleghi che lavorano in Italia. E che il Ticino potesse ricevere una quota più alta di quella attuale dell’imposizione alla fonte. È chiaro che si può sempre ottenere di più. Ma il progetto di accordo di cui si parla soddisfa questi due criteri. Forse qualcuno si è accorto troppo tardi che l’imposizione fiscale in Italia è molto più alta e che quindi i frontalieri dovranno pagare in futuro una parte importante del loro stipendio al governo italiano. Il timore, neanche tanto nascosto, di certi ambienti è che non sarà più così facile assumere frontalieri con stipendi bassi, visto che dovranno versarne una parte importante come imposte. Stupisce che sia proprio il consigliere di Stato della Lega dei Ticinesi a tirarsi indietro di fronte a questa proposta, che potrebbe avere qualche influsso sul numero di frontalieri in Ticino. Anche se il salario non è certo l’unico elemento che spinge molti Italiani a lavorare da noi."
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