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Ticino
Accordi fiscali: la Lega pronta al referendum
Redazione
14 anni fa
Se l'aliquota da applicare ai clienti italiani per sanare la loro situazione sarà del 35%, come pubblicato in Italia

La voce secondo la quale nell’accordo fiscale tra Svizzera e Italia sarebbe contemplata un’aliquota del 35% che i clienti italiani con soldi non dichiarati in Svizzera dovrebbero pagare per sanare la situazione passata ha scatenato la reazione della Lega dei Ticinesi. In un comunicato stampa si legge che, se le voci dovessero essere confermate, sarà lanciato un referendum contro questo accordo. Per la Lega l’aliquota da applicare dovrà essere tra l’8 ed il 10%. Ecco il comunicato: “La Lega dei Ticinesi reputa semplicemente scandalose le voci secondo cui nel giro di un mese potrebbe venire concluso un accordo fiscale icon l’Italia, con aliquote anche superiori al 35%”. Inoltre: “La Lega dei Ticinesi si augura che si tratti solo di voci: aliquote di quel genere sarebbero infatti catastrofiche per la piazza finanziaria ticinese, e non possono in nessun caso essere accettate. Nemmeno un Consiglio federale che ha fatto del cedimento ad oltranza la propria politica deve potersi permettere di giungere ad accordi simili, sulla pelle dei ticinesi”. “La Lega – continua il comunicato - ribadisce che non c’è alcuna fretta di concludere accordi fiscali con l’Italia, non essendoci infatti motivo per cui bisognerebbe dare soldi alla Penisola. La cancellazione immediata della Svizzera dalle black list italiane illegali – a tutt’oggi non avvenuta - avrebbe dovuto essere la premessa per entrare in materia su ogni e qualsiasi accordo fiscale, non certo l’obiettivo da raggiungere”. Il comunicato prosegue con: ““Ci piacerebbe inoltre sapere chi, nelle trattative con l’Italia, sta rappresentando gli interessi del Ticino: se gli esiti sono quelli di cui si sente parlare, è ovvio che questa o queste persone non stanno facendo il proprio dovere. La Lega invita quindi il Consiglio di Stato e la Deputazione ticinese alle Camere federali ad opporsi a trattative deleterie per il Ticino”. “La Lega dei Ticinesi deplora qualsiasi accordo fiscale con l’Italia, dal momento che non sussiste alcun motivo perché dovremmo danneggiare la nostra piazza finanziaria a vantaggio della Vicina Penisola” si legge ancora. “Soprattutto, la Lega dei Ticinesi annuncia già sin d’ora che si opporrà con tutte le proprie forze e con ogni mezzo a qualsiasi accordo fiscale con l’Italia che preveda un’aliquota superiore all’8-10%. In caso di approvazione di un’aliquota superiore a questa percentuale, dunque, la Lega lancerà il referendum contro un accordo che provocherebbe una catastrofe occupazionale sulla piazza finanziaria ticinese”. - Ascolta il commento di Lorenzo Quadri a Radio3i

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