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Ticino
Accordi fiscali italo-svizzeri: si accelera
Redazione
14 anni fa
Altri incontri sarebbero avvenuti nel massimo riserbo a Roma e Berna allo scopo di preparare gli accordi

La sigla degli accordi fiscali tra Italia e Svizzera si sta avvicinando a grandi passi. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, ci sarebbero stati ulteriori incontri, uno a Berna e uno a Roma, nel massimo riserbo. Scopo è quello di fissare i punti da discutere in occasione degli incontri definitivi che hanno come scopo raggiungere un accordo entro novembre o al massimo nei primi mesi del 2013. Accordi che permetterebbero di poter tassare i risparmi dei cittadini italiani depositati nelle banche svizzere. La Svizzera ha già concluso accordi simili con Germania, Gran Bretagna a Austria. Il prossimo 27 e 28 agosto la commissione esteri del Consiglio Nazionale discuterà su quali saranno i punti definitivi che il Governo sarà chiamato a sottoscrivere. Gli accordi italo-svizzeri permetteranno di risolvere un contenzioso che in questi ultimi tempi ha creato non pochi grattacapi da entrambe le parti. Soprattutto in Ticino, partner “fisiologico” dell’Italia che si trova a dover pagare un prezzo salato per questa situazione. Un esempio su tutti l’insistente ostinazione da parte italiana di inserire la Svizzera nelle black-list dei paradisi fiscali, nonostante a livello internazionale questo non accada più. Come conseguenza le ditte che vogliono operare in Italia si trovano davanti a difficoltà burocratiche a volte quasi insormontabili. La firma dell’accordo prevede che i risparmi italiani depositati in Svizzera, che si stimano in 160 miliardi di euro, vengano tassati una tantum per un 25%, a titolo di “sanatoria” per il passato. In seguito, sui redditi prodotti da questi capitali, verrebbe applicata un’aliquota da stabilire che verrebbe riversata all’Italia. In cambio si manterrebbe l’anonimato del conto bancario. Ma per la Svizzera ed il Ticino in particolare sarà molto importante un punto: il libero accesso ai mercati italiani degli intermediari finanziari svizzeri, cosa a tutt’oggi non possibile. Una situazione che porta addirittura alcune banche o istituti finanziari a sconsigliare se non impedire ai loro collaboratori di recarsi in Italia per questioni professionali se non si vuole correre il rischio di essere fermati ed incorrere in spiacevoli conseguenze. Con la firma del nuovo accordo, se questo punto sarà accettato, banche e finanziarie potranno offrire i loro servizi alla clientela soprattutto del Nord Italia. Il tutto alla luce del sole, in ossequio alla “Weissgeldstrategie”, la strategia del denaro bianco, fortemente voluta da Berna anche perché pressata da più parti. Insomma, poter esportare il savoir-faire elvetico in campo bancario e finanziario, mettendo a disposizione dei clienti sia privati ma anche industriali italiani tutte le competenze in campo finanziario. Una cosa che potrebbe ridare fiato ad una piazza finanziaria ticinese sempre più in difficoltà.MM

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