
Era cominciata male, molto male, la campagna elettorale per la corsa al Pirellone di Attilio Fontana, con le frasi razziste durante un intervento su Radio Padania che avevano scatenato feroci polemiche. E, invece, il leghista è uscito nettamente vincitore dal confronto con il suo avversario Giorgio Gori (PD), ottenendo un clamoroso 49% che lo ha proclamato nuovo Governatore della Regione Lombardia.
Attilio Fontana, sono passati pochi giorni dalla sua elezione. Che sensazioni sta provando? Ovviamente sono molto soddisfatto. Soprattutto per essere riuscito a condurre una campagna propositiva e a contatto con la gente, come piace a me. E il risultato è stato oltre ogni più rosea aspettativa. Il segnale mandato dai cittadini lombardi è stato molto forte ed è mia intenzione ripagare la fiducia.
E’ stato un voto alla Lega o all’uomo e politico Fontana? Credo ci siano tante componenti, a partire dal buon lavoro fatto dal mio predecessore Maroni. La Lega è stata poi capace a fare una campagna in cui ha toccato i temi giusti, che interessavano di più la gente. E credo che la gente abbia anche apprezzato l’essermi presentato come uomo di esperienza, che ha lavorato tanto nell’amministrazione e sa quali sono le soluzioni concrete da proporre.
La sua frase “la razza bianca è a rischio” ha rischiato però di compromettere tutto. Non ha mai avuto paura di non farcela a causa di questa discussa uscita? Ho sempre avuto la sensazione che potesse andare bene. Sapevo però che le cose sarebbero potute precipitare se avessi sbagliato qualcosa, anche perché ero cosciente del fatto che il mio avversario era forte e che il divario di voti, secondo i sondaggi, erano piuttosto risicati.
A proposito di sondaggi, questa è stata l’elezione delle previsioni sbagliate… Mio personale parere? Basta spendere soldi per questi sondaggi. Lei è stato per molti anni sindaco di Varese, le problematiche nei rapporti tra Ticino e Italia non le sono quindi nuove. Ho grande rispetto per il Ticino e i ticinesi e ho già iniziato a fare qualche valutazione per trovare soluzioni che possano dare reciproca soddisfazione. Sono convinto che il dialogo possa limare le divergenze tra le due realtà, che devono essere amiche e collaborare insieme.
Parla di dialogo. Come quello dello scorso gennaio con il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Sindaco di Lugano Marco Borradori? Come al bar si parla di sport, noi abbiamo parlato di politica. Ma senza discutere nulla di particolarmente concreto. Anche perché il 4 marzo era ancora così lontano…
Avrà però qualche idea sulla ratifica degli accordi tra Italia e Svizzera. Si, che di questi temi vanno discussi tra chi conosce il problema. Non certo da qualche funzionario che non ha idea di cosa parla. Non è un caso che questi accordi non soddisfano né le zone di frontiera italiane né il Ticino. Per questo mi batterò per rivalutare questi accordi, affrontandoli in modo più pragmatico. Nella speranza che ci sia un governo di centrodestra più attento a queste problematiche.
Quindi per lei il prossimo governo sarà di centrodestra. E’ stata fatta una legge elettorale che favorisce le aggregazioni, quindi mi sembra doveroso che si discuta con la Lega e i suoi alleati. Anche se poi in realtà il Presidente della Repubblica nomina chi è in grado di garantire una maggioranza. E le valutazioni sono tutt’altro che semplici.
MS
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