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Ticino
Accordi bilaterali III, il PLR appoggia la posizione del Cantone di richiedere la doppia maggioranza
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
5 mesi fa
Il PLRT si è schierato sin da subito a favore del referendum con doppia maggioranza (popolo e Cantoni) e saluta quindi con favore il fatto che il Governo cantonale abbia ribadito oggi questa esigenza.

Il Partito Liberale Radicale Ticinese sostiene la posizione del Consiglio di Stato in merito al pacchetto di accordi di "stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE". Il partito però – come il Governo cantonale – all’apertura di principio abbina la necessità di migliorarne la concretizzazione interna e di sottoporre il voto alla doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Il dossier, si legge in un comunicato, “rappresenta un miglioramento, ma richiede correzioni sostanziali per tutelare le specificità del Ticino”.  

Gli ambiti in cui intervenire

Con i suoi deputati alle Camere federali, il PLRT si impegnerà quindi a "lavorare per il miglioramento degli accordi, in particolare affinché la clausola di salvaguardia diventi applicabile anche a livello regionale e affinché vengano previste misure compensatorie per i Cantoni – come il Ticino – maggiormente esposti alle ripercussioni negative della libera circolazione". Infine, "attenzione particolare sarà dedicata anche all’accordo sull’energia elettrica, soprattutto a tutela dell’idroelettrico"

Speziali: "Un passo nella giusta direzione"

Il PLRT si è schierato sin da subito a favore del referendum con doppia maggioranza (popolo e Cantoni) e saluta quindi con favore il fatto che il Governo abbia ribadito oggi questa esigenza, "coerente con la responsabilità del Ticino quale Cantone di frontiera". Quanto fatto “rappresenta un passo nella direzione giusta rispetto all’Accordo quadro bocciato tempo fa", dichiara il presidente del partito Alessandro Speziali. "Ora lavoriamo per inserire in modo vincolante gli interessi del Ticino: clausola di salvaguardia cantonale, correttivi sulla libera circolazione e garanzie sull’energia". Con queste condizioni, "la Svizzera potrà consolidare relazioni stabili con l’UE, senza sacrificare la nostra autonomia”.