
La chiusura forzata di tutti i locali del Lumino's in seguito al blitz dello scorso luglio non era legittima. Il ricorso della Motel Lumino SA è stato parzialmente accolto dal Consiglio di Stato. Questo significa che negli scorsi mesi alcune aree del ritrovo a luci rosse sarebbero potute restare aperte, a dispetto dell’ordine di chiusura fatto eseguire dal municipio di Lumino.
La sentenza è giunta alle parti proprio questa mattina, mentre la polizia al Lumino’s continuava le ricerche per il caso che negli scorsi giorni ha portato all’arresto del gerente Luigi Girardi. Secondo Luciano Poli, amministratore unico del ritrovo a luci rosse, la decisione del Governo sarebbe la prova che le registrazioni clandestine effettuate dal gerente non sono state sguainate per ottenere mazzette o favori dalle autorità bensì per ripristinare quella che aveva percepito come un’ingiustizia. Una tesi che non cancella le gravi ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti: tentata estorsione, tentata coazione e violazione della sfera segreta o privata.
L’inchiesta continua e Luigi Girardi resta in carcere, mentre gli inquirenti indagano su un caso delicato e per molti versi inedito. Vi è una lunga lista di immagini della videosorveglianza che riprendono i frequentatori del locale, anche nelle stanze. E poi ci sono le registrazioni clandestine effettuate dal 48enne all’insaputa dei suoi interlocutori nel corso di colloqui avvenuti non necessariamente al Lumino’s. Come era successo ad esempio a Michele Barra, nel suo ufficio di Palazzo delle Orsoline, fatto anticipato dalla Regione.
La polizia già in occasione della retata del 29 luglio era entrata in possesso, dopo aver sequestrato il telefonino di Girardi, dialcune registrazioni telefoniche. Era riuscita a riconoscere le voci di 5 o 6 persone, che ha contattato chiedendo se intendessero fare querela. Il consigliere di Stato sarebbe stato l’unico ad assentire.
Ora il locale è sotto sequestro. Ma terminate le esigenze investigative, i sigilli della polizia dovrebbero sparire, almeno parzialmente. E a quel punto i proprietari, spiega Poli, valuteranno un’eventuale richiesta di risarcimento per il periodo di chiusura forzata di tutte le aree del Lumino’s.
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