
Cominciano a delinearsi i contorni dell’accoltellamento avvenuto giovedì scorso su un treno TILO che ci circolava tra Bellinzona e Chiasso. Protagonista un 28enne eritreo che ha accoltellato all’addome una ragazza di 18 anni, anche lei eritrea. La ragazza è già stata dimessa dall’ospedale. I due si sono sposati in Etiopia. In seguito l’uomo avrebbe pagato per far arrivare la moglie a Bellinzona, dove lui vive da rifugiato politico da un paio d’anni. Questo matrimonio però non è bastato per permetterle di vivere in Ticino, ed ecco che allora la donna si è sposata civilmente con un altro uomo, in Italia. In seguito è giunta in Ticino, iniziando le pratiche per la richiesta d’asilo. Ma la ragazza con il primo marito non aveva mai vissuto e pare che non ne volesse sapere di lui. Questa motivazione sarebbe stata alla base dell’accoltellamento. Inoltre il marito aveva chiesto il rimborso dei soldi sborsati, se la donna non si fosse “comportata da moglie”.
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