
"Migranti: un nuovo modello di business immobiliare?": è questo il titolo di un'interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato da Gianmaria Frapolli e altri firmatari, nella quale viene messo in evidenza che "in questo ultimo periodo è iniziata la caccia alle strutture alberghiere e ai palazzi sfitti, per occuparli con migranti e richiedenti d’asilo", come ad esempio sta succedendo ad Astano. Secondo il deputato leghista non si tratta però di sensibilità e accoglienza verso queste persone. A suo avviso dietro a questi comportamenti si nascondono "biechi interessi economici e di tornaconto personale".
Per questo motivo, Frapolli e gli altri deputati in Gran Consiglio (Boris Bignasca, Sabrina Aldi, Fabio Schnellmann, Alessandro Cedraschi, Lara Filippini e Paolo Pamini) chiedono al Governo innanzitutto quali sono i requisiti per poter ottenere una licenza che permetta di ospitare richiedenti d’asilo e i requisiti necessari dell’immobile e del proprietario per poter ospitare i migranti.
Secondariamente viene domandato se vengono effettuati dei controlli riguardo al personale che si occupa degli ospiti e se si tratta di persone residenti o straniere (e, nel caso, che tipo di permesso hanno ottenuto).
Il deputato leghista e i firmatari chiedono infine al Consiglio di Stato se ritiene possibile che possa svilupparsi un business ("o peggio delle speculazioni") attorno a questo fenomeno e, se sì, come intende monitorarlo. E, nel caso, se sono già stati presi dei provvedimenti.
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