
Come noto, i vertici di SkyWork hanno incontrato ieri quelli dello scalo luganese per discutere la ripresa del volo per Ginevra. La trattativa prosegue da diversi mesi e potrebbe davvero essere la volta buona per concluderla definitivamente.
Tuttavia, l’ingegner Dario Kessel - che insieme all’imprenditore Silvio Tarchini aveva presentato un progetto per il rilancio dello scalo - ha espresso diverse perplessità: “Non voglio fare l'uccello del malaugurio, ma vedo nere nuvole all'orizzonte - ha scritto su Facebook - Il volo Lugano - Berna? Già il Lugano-Ginevra non era redditizio… Ne riparleremo fra un anno”.
"Secondo il mio modesto avviso Skywork a metà anno si accorgerà che non ci stà economicamente e dovrà far pressione sulla città per continuare - prosegue in un altro post - Comunque spero di sbagliarmi, perchè un ennesimo fallimento di questa rotta (Lugano-Ginevra) significaherebbe il fallimento dell'aeroporto poiché i privati si sono dichiarati favorevoli ad un investimento in hangars e terminal alla condizione che ci sia il volo duraturo su Ginevra con i relativi passeggeri. Non servirebbe molto un terminal per farci un mini fox town o una Migros".
Per Kessel, inoltre, “accettare la corte di SkyWork è come porgere l’altra guancia” in quanto “il ricorso della compagnia bernese contro l'operato dell'ufficio esecuzioni per la vendita dei Saab è uno schiaffo ed il resto che arriverà sarà per l'altra guancia”.
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