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Ticino
Accesso agli aiuti sociali, per il Parlamento si deve fare di più
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Laura Milani
3 anni fa
Pomeriggio in gran parte dedicato a socialità e sanità oggi in Gran Consiglio. Dopo gli scontri dei primi giorni, sì unanime per facilitare l’accesso ai sussidi e per garantire cure di prossimità.

A Palazzo delle Orsoline sono praticamente tutti d’accordo: troppe persone rinunciano a richiedere prestazioni sociali o sussidi per mancanza di conoscenza, ostacoli amministrativi o anche solo per vergogna. Di qui il via libera unanime, due sole le astensioni, per implementare tutta una serie di misure volte a snellire la burocrazia, offrire maggiori campagne informative e anche una più intensa collaborazione con gli enti sul territorio. Il tutto, monitorando periodicamente il fenomeno.

“Un diritto per tutti i cittadini”

Il problema è stato portato in aula da alcuni atti parlamentari socialisti. “È nostra responsabilità che le prestazioni sociali, un diritto per ogni cittadino, siano accessibili a tutti”, ha spiegato il deputato Ivo Durisch ricordando anche che in Ticino l’8% della popolazione vive in povertà assoluta. Pur chiedendo qualcosa in più, come la formazione o la ripresa di alcuni programmi d’Oltralpe, quanto approvato dal plenum è stato considerato “un primo passo importante”.

“Necessaria una revisione della spesa”

Tutti d’accordo, si diceva. Solo un appunto è stato sollevato da Patrick Rusconi del PLR: “Siamo sensibili al problema e accogliamo positivamente tutto quanto già fatto in passato dal DSS”, ha esordito il deputato. “Bisogna però riconoscere che il Ticino fa già molto: occorrerà una sorta di revisione della spesa per capire in che modo le risorse vengono spese”, ha aggiunto. Una visione che certamente sarà portata in aula anche durante la discussione del Preventivo e della manovra di rientro, slittata all’anno prossimo.

Sì a cure di prossimità, no a PS 24h

A inizio pomeriggio si è invece discusso di sanità e, in particolare, come chiesto da due atti parlamentari, della necessità di garantire cure di prossimità anche in valle con gli ospedali di Faido e Acquarossa. Il compromesso della maggioranza – mantenere cure di base nei due nosocomi, presenza di ambulatori e rinnovo della struttura bleniese – è anche orientata ad un’apertura solo diurna dei pronto soccorso dalle 07.00 alle 19.00, con tutta una serie di alternative per le ore notturne come l’accesso alle strutture ospedaliere e picchetti medici. Per la maggioranza, un’apertura 24h 7 giorni su 7, per mancanza di pazienti e di medici, non è infatti a medio termine sostenibile. Una visione fortemente criticata dall’MpS.