
L'Agenzia delle entrate avrebbe proceduto ad accertamenti fiscali su ventimila frontalieri che lavorano in Ticino, secondo quanto riferito dal portale Verbanonews.it, ripreso da InfoInsubria.
L'allarme è stato lanciato ieri a Canobbio, durante un incontro tra i vari interlocutori sulla questione frontalieri, tra i quali pure il sindacato ticinese OCST.
Ventimila frontalieri avrebbero ricevuto la richiesta, tramite lettera, di produrre la documentazione che dimostri che la fonte del loro reddito si trova in Svizzera e che abbiano provveduto al pagamento dell'imposta alla fonte.
Una situazione che preoccupa non poco le regioni di confine. Di fatti l'Agenzia delle entrate è perfettamente al corrente del fatto che i frontalieri sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi in Italia. Ma sembra che a causa della mancanza di uno statuto giuridico riconosciuto per il frontaliere, le autorità fiscali procedano a verificare la loro situazione attraverso un accertamento.
Una situazione scomoda, per la quale gli enti locali delle regioni di confine accusano solo ed esclusivamente l'Italia. "Il referendum del 9 febbraio è anche una conseguenza dell'atteggiamento di disinteresse dell'Italia" è stato detto durante l'incontro di ieri. "Se dal Ticino continuano ad alzare il prezzo, chiedendo ad esempio un abbassamento della quota di ristorni oppure l'abolizione della fascia dei 20 km, è anche perché in Italia nessuno li contrasta. Qualcuno dovrebbe ricordargli i 90 milioni di euro che restano al fisco svizzero."
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