
Alla luce dell’ennesimo tragico incidente, recentemente causato da un automezzo pesante nella galleria del San Gottardo, il gruppo parlamentare dei Verdi del Ticino chiede al Governo ticinese di mobilitarsi per incrementare il trasferimento merci su ferrovia a livello federale.
"Nel 1994 è stata accettata l’Iniziativa delle Alpi, che ha portato all’introduzione di un nuovo articolo nella Costituzione Federale, nel quale si dichiara che “il traffico transalpino per il trasporto di merci attraverso la Svizzera avviene tramite ferrovia”" ricorda il movimento ecologista in una nota. "La competenza in materia spetta al Consiglio Federale, che si è però finora dimostrato titubante nell’implementare misure concrete ed efficaci per un trasferimento delle merci da strada su rotaia, ritardando il processo e mancando gli obiettivi preposti dagli iniziativisti. A 25 anni dall’introduzione dell’articolo costituzionale, ancora quasi un terzo delle merci viene trasportato sulla rete stradale tramite mezzi pesanti. Inoltre, nel 2018 hanno attraversato le Alpi svizzere 941'000 autocarri, sebbene il limite massimo previsto dalla legge fosse di 650'000 transiti annui (DATEC)".
"La pressione della concorrenza" proseguono i Verdi, "spinge gli autotrasportatori di tutt’Europa a commettere gravi infrazioni rispetto alla manutenzione dei veicoli, al sovraccarico dei mezzi, alla violazione delle ore di riposo minime per i conducenti. Tali fattori aumentano il rischio di incidenti, influendo negativamente sulla sicurezza delle tratte stradali toccate da tali transiti. Secondo una recente statistica pubblicata dall’USTRA, un terzo dei veicoli pesanti controllati a partire dal 2015 non rispettavano le norme legali per quanto riguarda lo stato del veicolo o del conducente, mentre più di un camion su dieci è stato fermato in quanto giudicato inadatto al proseguimento del viaggio".
"Per contrastare questa problematica, il Consiglio Federale ha deciso nel 2003 di predisporre una rete di controllo dei mezzi pesanti in circolazione in tutta la Svizzera. Solo 6 dei 10 centri di controllo pianificati sono però attualmente operativi (USTRA), e riescono ad ispezionare meno del 4% dei tir che transitano attraverso le Alpi. Un centro di controllo fisso è in fase di costruzione a Giornico, ma la sua apertura è prevista solo per il 2022, permettendo nel frattempo agli autotrasportatori che violano le norme di sicurezza di circolare liberamente sul tracciato autostradale, salvo in presenza di qualche sporadico controllo mobile".
"Nel 2016, le emissioni di CO2 imputabili al settore dei trasporti rappresentavano il 38% delle emissioni totali della Svizzera, e il 12% di tali emissioni di anidride carbonica era causato da camion (USTAT). Per contrastare in modo efficace il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni è dunque necessario intervenire anche a livello di traffico. A causa della posizione centrale della Svizzera e la sua dipendenza dalle importazioni, è impensabile che il traffico merci possa essere sospeso da un momento all’altro. La soluzione migliore per garantire la continuità del trasporto merci attraverso il nostro paese, limitando al contempo le emissioni, è quella di trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia. I treni sono infatti alimentati al 100% con energia elettrica, di cui il 97% è prodotta nei sette centri di produzione idroelettrica a basso impatto ambientale appartenenti a FFS (Alpeninitiative). È una soluzione che il popolo ha ribadito più volte di voler mettere in atto e che è iscritta nella Costituzione: è ora che vengano presi provvedimenti seri ed efficaci perché questa volontà sia finalmente concretizzata e la legge rispettata".
Secondo I Verdi il Ticino "ha il dovere di fare la sua parte, essendo uno dei cantoni maggiormente toccati dal transito nord-sud. C’è bisogno di più sicurezza sulle strade, di aria più pulita e di meno emissioni per fermare il surriscaldamento globale". Per questi motivi il movimento, tramite una mozione al Governo, chiede di esercitare una maggior pressione alle autorità federali affinché si mobilizzino al più presto per "accelerare il processo di trasferimento del trasporto merci da strada su rotaia; ridurre il numero di transiti di veicoli pesanti attraverso le Alpi per renderlo conforme al limite previsto dal Parlamento; amentare il controllo dei mezzi pesanti in circolazione sul nostro territorio, in modo da garantire la sicurezza di tutti gli utenti dei vari collegamenti stradali, anche prima dell’apertura del centro di controllo di Giornico".
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