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Lugano
Accattonaggio, il Municipio conferma: “Fenomeno in aumento e atteggiamenti più molesti”
© Shutterstock
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Redazione
3 anni fa
Le cifre mostrano come durante i primi quattro mesi dell'anno i casi di accattonaggio constatati siano più del doppio rispetto a quelli registrati durante tutto il 2022.

A Lugano c’è una recrudescenza del fenomeno dell’accattonaggio, con comportamenti che diventano vieppiù molesti e fastidiosi per i cittadini. Lo ha constatato la Polizia, che sta approfondendo, sia con il Cantone sia in collaborazione con altre realtà svizzere, le possibilità di intervento più efficaci. A riferirlo è il Municipio di Lugano, che ha risposto a un’interrogazione della Lega dei Ticinesi (primo firmatario Andrea Sanvido) dell’11 maggio 2023, nella quale veniva chiesto di riproporre una campagna di sensibilizzazione sul tema.

Fenomeno che si accentua

A livello di quantità, si legge ancora nella risposta dell’Esecutivo, in generale l'attività dell'accattonaggio si evidenziava sempre con una certa incostanza e con evidenti picchi in occasione delle principali festività. Negli ultimi tempi “il fenomeno sembra accentuarsi”. A dimostrarlo anche le cifre, le quali mostrano come durante i primi quattro mesi dell'anno i casi constatati sono più del doppio rispetto a quelli registrati durante tutto il 2022.

I numeri

Nel dettaglio, nel 2022 sono stati trattati in totale 27 casi di accattonaggio dalla sola Polizia Città di Lugano e in tutti è stato intimato il relativo rapporto per infrazione alla Legge sull'ordine pubblico. Dei 27 casi constatati, 15 contravvenzioni sono in attesa di essere notificate e di conseguenza non sono ancora cresciute in giudicato. Sette sono invece cresciute in giudicato. Di queste, una soltanto è stata incassata. Le rimanenti 5 sono state inviate al Ministero Pubblico per competenza. Come detto, nel 2023 il fenomeno si è accentuato e ad oggi sono già stati trattati ben 56 casi di accattonaggio e a tutti è stato intimato il relativo rapporto per infrazione alla Legge sull'ordine pubblico. 31 contravvenzioni sono in attesa di essere notificate e di conseguenza non sono ancora cresciute in giudicato, 10 sono cresciute in giudicato, 8 incarti sono stati inviati al Ministero Pubblico per competenza e 7 al Magistrato dei Minorenni. Nessun importo è ancora stato incassato.

Strumenti "inefficaci"

Lo strumentario a disposizione delle autorità “si dimostra purtroppo essere inefficace, dal momento che le persone dedite a questa attività che vengono fermate sono sostanzialmente le medesime”, le quali “portano avanti gli stessi comportamenti, facendosi persino beffe degli agenti di Polizia e del sistema più in generale, poiché le procedure contravvenzionali sono lunghe e senza alcun effetto dissuasivo”. Troppo spesso queste persone “restano di fatto impunite”. A ciò si aggiunge il fatto che gli autori affermano di non avere i mezzi per pagare le multe comminate e non appena terminato il controllo, rispettivamente l'intimazione ai sensi della Legge sull'ordine pubblico, “ritornano sulla pubblica via a chiedere la questua”.

In arrivo un’ulteriore azione

In termini di prevenzione, sia la Capodicastero sia la Divisione Polizia hanno da mesi già sollecitato e rilanciato la sensibilizzazione attraverso i canali mediatici, ed è stata allestita e si trova in fase di lancio un'ulteriore campagna “in linea con il modello di comunicazione già adottato nel giugno del 2016, con i necessari adattamenti all'attuale tendenza”.

Non solo Lugano è toccata dal fenomeno

Il tema dell'accattonaggio è di sempre maggior rilievo anche in altre città svizzere. Discussioni e riflessioni sono state attivate in seno alla Conferenza delle direttrici e dei direttori sicurezza delle Città Svizzere. La questione preoccupa anche perché “è strettamente correlata al fenomeno criminale del traffico di esseri umani”. Questa conferenza sulla sicurezza ha portato nuovamente il tema all'attenzione anche della SEM a livello nazionale “per un'azione di intervento coordinata”.

Possibili strategie

Alcuni Cantoni comminano divieti di entrata, che risultano “ben più efficaci”. A tal fine è però necessario l'intervento del Ministero Pubblico, poiché la Polizia non può da sola cominciare un simile provvedimento. Come detto, sono in corso riflessioni per poter far capo ad altri strumenti normativi. La Capo Dicastero ha richiesto l'attivazione di un gruppo di lavoro che coinvolga anche il livello cantonale.