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ACB, chat di WhatsApp sotto la lente
ACB, chat di WhatsApp sotto la lente
ACB, chat di WhatsApp sotto la lente
Redazione
7 anni fa
Il responsabile tecnico granata Enrico Morinini: "Rispetto ed educazione vanno diffusi"

Alzi la mano chi non ha mai usato una chat in WhatsApp. Rapida, comoda e, oggi, del tutto normale. Troppo, forse. Lo sa bene l’Associazione Calcio Bellinzona, che in questi giorni ha dovuto affrontare un suo allenatore trentenne, il quale condivideva da un paio di mesi una chat con i suoi allievi 12-13enni.

Nulla di penalmente perseguibile, sia chiaro, ma parolacce, insulti rivolti alle altre squadre e termini inappropriati. Tanto che dei genitori si sono fatti avanti, l’allenatore è stato ripreso ed ha lasciato spontaneamente la società.

Per saperne di più, TeleTicino ha interpellato Enrico Morinini, responsabile tecnico dell'AC Bellinzona: "Ci sono genitori molto attenti a questi aspetti che hanno constatato nel telefonino di un ragazzo dei messaggi inappropriati per questa fascia d’età e hanno segnalato il problema. Ne abbiamo discusso con l’allenatore, il quale ha capito l’errore commesso. Un allenatore, di calcio o di qualsiasi altra disciplina sportiva, deve rendersi conto che ha a cha fare con una fascia di ragazzi che assorbe tutto quello che dice".

Una questione che l’ACB ha molto a cuore, come dimostra la carta etica adottata dall’associazione. Nove punti inderogabili - Tutti alla pari, Vita bilanciata, Vivo la mia responsabilità, Fairplay, Lealtà e rispetto, No alla violenza, No doping, No a fumo e alcol e No alla corruzione - con consigli ad allenatori, allievi e anche genitori.

"A volte se ne parla, se ne discute, ma poi non si ha il coraggio d’intervenire", spiega Morinini. "Se invece questi principi vengono scritti e discussi con genitori e addetti ai lavori, è un punto di partenza per dire: 'Ok, il vostro comportamento non è adeguato in base a quello accettato in quel momento'.

Si ricorderà che sono diversi gli episodi di calcio minore o giovanile in Ticino sfociati in insulti, se non addirittura in botte a bordo campo. Episodi incresciosi, che il responsabile tecnico dell'ACB focalizza così: "La carta etica è nata dal principio che lo sport in generale è sì importante per lo sviluppo fisico e motorio, ma è anche una forma educativa. Soprattutto a bordo campo ci sono aspetti emotivi che possono influenzare il comportamento".

Oltre a prendere le distanze da violenza, alcol, fumo e doping, la carta insiste molto sul rispetto verso ogni persona e sull’equilibrio tra scuola e sport. Ma, e la storia recente insegna, occorre un aggiornamento, visto il dilagare delle nuove tecnologie.

"Sono molto utili, ma non devono sfociare in argomenti fuori dal contesto dell’attività che si sta praticando e proponendo ai ragazzi", conclude Morinini.

Maggiori particolari nel servizio del TG di TeleTicino in onda dalle 18.45

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