
È stato condannato a 30 mesi di carcere, di cui dieci da scontare. La corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dalla giudice Rosa Item, ha pronunciato la sentenza nei confronti di un 76enne, riconosciuto colpevole di ripetuti atti sessuali con una bambina di due anni.
I fatti risalgono allo scorso anno. L’imputato, un 76enne della Riviera, ha abusato ripetutamente di una bambina di anni e mezzo. L’uomo, portinaio del palazzo in cui viveva la vittima, si occupava di tanto in tanto di accudire la bambina insieme alla moglie, ignara dei fatti. La madre della bambina sarebbe venuta a conoscenza degli abusi.
Il 76enne avrebbe in principio negato i fatti, affermando che la bambina si era confusa e aveva mal interpretato i suoi gesti. Di fronte alla giudice Rosa Item, l’uomo ha ripetuto di volersi togliere la vita per il senso di colpa. Già di fronte alla madre della bambina avrebbe affermato di volersi suicidare.
La perizia psichiatrica ha evidenziato che l’uomo non è un pedofilo ed era cosciente di ciò che stava facendo. La scemata imputabilità è venuta così a cadere.
Il procuratore pubblico Paolo Bordoli ha chiesto una pena di tre anni, di cui almeno uno da scontare. La legale della famiglia della vittima, l’avvocato Sandra Xavier, ha invece ottenuto un risarcimento di 15mila franchi.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Sabrina Gendotti, ha chiesto una pena non superiore ai 2 anni, in parte sospesa con la condizionale.
La pena è stata sospesa parzialmente, vista l’assenza di un rischio di recidiva.
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