
Emergono dettagli agghiaccianti sulla coppia del Bellinzonese, in detenzione dall’aprile 2016 con l’accusa di aver abusato dei figli per oltre dieci anni. Secondo quanto rivela oggi il Caffé i coniugi, due cittadini italiani di 50 e 45 anni, hanno dapprima cercato di negare, per poi addossare le colpe alla figlia e infine cedere quando sono stati messi di fronte alle prove inequivocabili dei loro soprusi commessi tra le mura domestiche. Foto e video ritrovati nel computer sequestrato nella macelleria dell'uomo.
"Dopo tanti anni di matrimonio il sesso con mia moglie era diventato noioso" ha cercato di giustificarsi l'uomo. "Avevamo voglia di provare qualcosa di nuovo e così abbiamo deciso di coinvolgere i nostri figli".
Il calvario dei figli è iniziato nel 2005, quando la famiglia viveva ancora a Varese. La figlia aveva solo sei anni, mentre il fratello era poco più grande. Poi nel 2010 è avvenuto il trasferimento in un comune del Bellinzonese, dove gli abusi si intensificarono, in particolare sulla figlia. È stata proprio lei, una volta raggiunta la soglia della maggiore età, a raccontare quanto successo a un adulto mentre si trovava in un foyer per giovani del Sottoceneri. Da qui sono scattate le manette per la coppia, che comparirà di fronte alla Corte delle Assise Criminali in autunno. I due dovranno rispondere di una lunga serie di reati legati alla sfera sessuale. Rischiano pene tra i 5 e i 15 anni di reclusione.
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