
La giustizia militare sta ancora indagando sul filmato, in cui un giovane ticinese viene preso di mira con degli oggetti da alcuni militari durante la scuola reclute a Emmen. Un caso che ha sollevato un polverone e che è stato fermamento condannato dai vertici dell'Esercito svizzero. Sull'esito dell'inchiesta bisogna ancora attendere. I risultati dell'istruttoria preliminare, ha confermato oggi il portavoce dell'Esercito Mario Camelin al Blick, non saranno disponibili entro la fine dell'anno.
Intanto però continuano a emergere nuove posizioni. L'ultima arriva da una delle maggiori riviste militari svizzere, "Scheizer Soldat", che titola "Sassaiola = Fake News". Pur condannando gli atti di nonnismo all'interno dell'Esercito, la rivista reputa che si è trattato di uno "scherzo", ma non fornisce nessun elemento a sostegno della tesi. La rivista addita pure i media che hanno riferito del caso di Emmen come "nemici dell'Esercito".
L'articolo, non firmato, ha suscitato la reazione di Lewin Lempert, del Gruppo per una Svizzera senza Esercito: "Trovo abbastanza grave che una rivista, che è rivolta a ufficiali e sottoufficiali, minimizzi l'accaduto senza fornire alcuna prova" ha affermato al Blick. "Proprio i militari dovrebbe essere maggiormente sensibilizzati sul tema".
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