
"Le ho solo dato due baci sulla guancia. Tutto il resto di cui sono accusato non è mai accaduto. Come fa una persona normale a compiere degli atti tanto abominevoli?". Incalzato dalle domande del giudice Rosa Item il tunisino di 24 anni si è più volte professato innocente. Come riporta il Corriere del Ticino, lo ha fatto ieri durante la seconda giornata del processo che lo vede alla sbarra di fronte alla Corte delle Assise criminali di Riviera per rispondere dell’accusa di presunti atti sessuali commessi il 20 febbraio scorso nei confronti di due sorelline di otto e sei anni ospiti, come lui, del centro per richiedenti l’asilo di Biasca.
Gli atti più gravi contestatigli dal procuratore pubblico Arturo Garzoni, il giovane li avrebbe commessi ai danni della più piccola delle due: l’avrebbe baciata sulla bocca, le avrebbe toccato il sedere, e si sarebbe abbassato i pantaloni in sua presenza, ma non l’avrebbe costretta a praticargli un rapporto orale come riportato inizialmente nell’atto d’accusa: il pp Garzoni ha infatti deciso di stralciare questa fattispecie perché le traduzioni dei vari interpreti delle parole pronunciate dalla bambina nel descrivere agli inquirenti questa situazione rimangono discordanti. Ma ciò, a detta della pubblica accusa, non cambia la sostanza: quanto accaduto la sera del 20 febbraio tra il refettorio ed il locale lavanderia del centro asilanti di Biasca è gravissimo.
"Si tratta di veri abusi sessuali commessi ai danni di due bambine indifese, da poco giunte in Svizzera dopo un viaggio in gommone affrontato per fuggire dalla guerra" ha argomentato Garzoni durante la requisitoria. Due bambine indifese che non hanno alcun motivo per inventarsi di essere state oggetto delle perverse attenzioni del 24.enne.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

