
Il presidente del PPD Fiorenzo Dadò e il vicepresidente Giorgio Fonio,a nome del Gruppo PPD+GG, hanno presentato ieri un’iniziativa cantonale volta a introdurre il diritto di rendere pubblici gli abusi salariali compiuti oltre a multe e sanzioni comminate ai datori di lavoro. In questo modo tutti potranno conoscere le infrazioni commesse dal datore di lavoro.
L’iniziativa, come anticipato dal CdT, è stata presentata ieri e punta direttamente alle Camere federali. Segue la proposta, recentemente approvata in Parlamento, di un controllo sistematico dei permessi e “gli atti a firma dei deputati Marco Passalia e Gianni Guidicelli” che negli scorsi anni erano intervenuti “toccando tre questioni cruciali” (l’aumento dei controlli e delle multe per quei prestatori di servizio esteri che non rispettano le regole del mercato del lavoro; la pubblicazione di una lista nera delle aziende o persone sanzionate e volutamente non in regola abbinata alla proposta provocatoria di creare anche una lista di chi i padroncini li chiama; un maggiore coordinamento attraverso un unico ente di tutti gli interventi e gli attori coinvolti nei vari livelli dell’amministrazione pubblica).
“L’attuale legislazione impone all’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (UIL) di non informare i dipendenti su quanto l’autorità di controllo ha riscontrato nei confronti del datore di lavoro”. Per gli iniziativisti “ciò ne comporta che, in alcuni casi, una volta versata la multa lo stesso continui a perpetrare l’abuso non riconoscendo retroattivamente il giusto salario ai propri collaboratori”.
L’iniziativa verrà sottoposta al vaglio del Gran Consiglio e in seguito potrà approdare alle Camere. Queste le richieste contenute nell’atto di Dadò e Fonio:
1. modificare la LDist inserendo un capoverso che imponga alle aziende di informare i dipendenti in merito agli abusi riscontrati durante le verifiche nei settori sottoposti ai contratti normali di lavoro. In tal senso si potrebbe prendere spunto dell’articolo 71 cpv. 2 dell’Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (OLL1), secondo cui il datore di lavoro deve comunicare ai dipendenti o ai loro rappresentanti nell’azienda le istruzioni impartite dall’autorità d’esecuzione;
2. inserire la possibilità di sanzionare coloro che non ottemperano a tale obbligo.
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