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Ticino
Abolire il matrimonio?
Redazione
11 anni fa
Per Lepori è una "provocazione interessante". Per Lurati Grassi, invece, "in Svizzera siamo già abbastanza liberi"

La Gioventù socialista svizzera (GISO) ha lanciato ieri in modo provocatorio la proposta di abolire il matrimonio, un'istituzione che il presidente della GISO Fabian Molina considera "obsoleta”.

La tematica verrà trattata il prossimo 20 giugno durante l'Assemblea dei delegati che si terrà a Ginevra, con l'obiettivo dichiarato di garantire a tutte le coppie gli stessi diritti e doveri, indipendentemente dal genere.

A proposito di questa risoluzione abbiamo chiesto un parere a Carlo Lepori, presidente ad interim del Partito socialista ticinese, che la trova “una proposta interessante, nella misura in cui è volta a suscitare una discussione riguardo alla tematica.”

Il presidente del PS preferisce tuttavia non sbilanciarsi riguardo alla proposta. Non avendo visto un documento ufficiale sulla questione preferisce "non commentare".

"Tuttavia" aggiunge, "credo che si tratti sostanzialmente di una reazione ad una proposta del Consiglio Federale in seguito alla quale potrebbe risultare la creazione di 4 forme giuridiche diverse di "matrimonio"."

Secondo Lepori, quindi, la proposta è doppiamente interessante, da un lato perché abolire il matrimonio “come lo intende la GISO mantenendo solamente le unioni registrate, potrebbe essere un progetto interessante in quanto permetterebbe di evitare l’accumularsi di iter amministrativi che a volte complicano di molto anche le separazioni.”

Dall’altro lato la proposta "potrebbe essere costruttiva in quanto permetterebbe di riflettere riguardo alle discriminazioni tra unioni registrate e matrimoni. Una distinzione che alle nostre latitudini viene ancora operata sulla base del genere dei coniugi."

La questione sembra tuttavia complessa e secondo Lepori necessiterebbe di un’analisi più accurata, in quanto “al di là della provocazione della GISO, che può essere utile per discutere della tematica, si tratta di un dibattito complesso in quanto, oltre a diritti e doveri concernenti i partner, queste istituzioni tengono conto anche dei bambini, e questi, in qualsiasi caso e indipendentemente dal tipo di istituzione, devono disporre del massimo sostegno.”

Lepori si accomiata con un sorriso: "È giusto che si tratti della tematica, visto che la visione del matrimonio attualmente in vigore è patriarcale e non più d’attualità, in quanto al giorno d’oggi l’istituzione famigliare è retta da regole diverse. Ad esempio, oggi spesso entrambi i coniugi lavorano e non sempre si tratta di relazioni di lunga durata… Non che questo sia positivo, ma va constatato.”

Di un altro parere sembra essere Tatiana Lurati Grassi, deputata socialista in Gran Consiglio. Lurati Grassi, da noi raggiunta telefonicamente, afferma di essere scettica sull'idea della GISO.

Che si tratti di una proposta seria o di una semplice provocazione volta a far riflettere la popolazione e la autorità, “penso che non sia pertinente. Il matrimonio è una scelta libera, ognuno deve poter decidere quello che vuole fare e non vedo che senso avrebbe abolirlo completamente.”

Secondo la deputata “è una questione di libertà di scelta. Oggi chi vuole sposarsi è libero di farlo, e chi non vuole può semplicemente convivere. Inoltre questa libertà è estesa già non soltanto alle coppie eterosessuali e visto che in Svizzera c’è anche la parità, per persone dello stesso genere, di potersi unire, per me la situazione va bene così com’è.” Secondo Lurati Grassi inoltre, “anche per una questione legale e per poter tutelare i figli, la situazione va bene così.”

La rappresentante socialista conclude l’intervista sottolineando che se qualcosa deve cambiare, questa è piuttosto “la concezione della famiglia. Oggi non ci sono più le famiglie come lo erano concepite una volta. Abbiamo delle famiglie allargate, e ciò è dovuto anche ai divorzi. Dovremmo quindi abbandonare questa visione vecchio stampo della famiglia e adottarne una più ampia.”

SF

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