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Ticino
Abissale differenza tra Ticino e Italia per le riviste
Redazione
13 anni fa
Cresce ancora la differenza di prezzo tra i due paesi, mentre lo scarto nel settore dei cosmetici è molto più ridotto

Cresce ulteriormente il divario dei prezzi fra Ticino e Italia nel settore delle riviste e dei quotidiani. Si riduce invece quello per i cosmetici: acquistarli in Italia non vale la pena. E’ quanto risulta dagli ultimi confronti di prezzi fra Svizzera e stati confinanti effettuato dalle associazioni dei consumatori.

A fine gennaio sono stati rilevati per la quinta volta i prezzi di riviste e quotidiani. Per quel che riguarda il paragone tra il Ticino e l’Italia, la differenza era già abissale ma è aumentata ulteriormente. In Ticino i prezzi risultano ancora più cari: dal +113% del mese di ottobre si è passati al +117% del mese di gennaio. I prezzi sono saliti in entrambe le nazioni ma il rialzo è stato maggiore in Ticino, attestandosi all’1,8% tra il penultimo e l’ultimo periodo di rilevazione. In Italia è invece stato dello 0,8%. Il record assoluto è detenuto dalla rivista Diva e Donna che costa il 211% in più. La differenza è rimasta stabile tra Svizzera e Francia (+55% nel nostro Paese), mentre lo scarto con la Germania è passato dal +53% al +54%.

In Ticino e nella Svizzera tedesca il leader della distribuzione della carta stampata è Valora, con i suoi punti vendita Press&Books e kkiosk. Nel suo insieme, il mercato svizzero-tedesco e ticinese vale una cifra d’affari di 230 milioni di franchi che appare stabile rispetto al 2012. Valora, che possiede pure una ventina di punti vendita in Romandia, propone 4500 testate che comprendono 240 quotidiani nazionali ed esteri.

Per quanto riguarda il settore dei cosmetici il rilevamento effettuato a inizio febbraio 2014 si è concentrato in particolar modo sui prodotti di grande distribuzione (dunque non concerne i prodotti di lusso e i profumi) ed ha evidenziato uno scarto ridotto tra i due paesi: dal +12% di agosto si è passati al +6%. I prezzi sono diminuiti in egual misura sul mercato elvetico e quello italiano. Per i consumatori ticinesi conviene sempre di meno acquistare cosmetici in Italia. Questo vale pure per quelli della Romandia che comperano i prodotti in Francia (+9% nel nostro Paese rispetto al mercato transalpino). Per contro, la Germania continua a essere decisamente vantaggiosa, pur se la differenza, tra il penultimo e l’ultimo rilevamento, è scesa dal +80% al +69%.

Secondo le cifre pubblicate dall’Associazione svizzera dei cosmetici e dei detergenti (SKW), il mercato elvetico del settore vale una cifra d’affari di 2,282 miliardi di franchi (dato del 2012), comprendendo anche la tipologia di prodotti (in particolare prodotti per il trucco e profumi) che non sono presi in considerazione da barometrodeiprezzi.ch.

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