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Abbronzatissimi, perché dobbiamo proteggere la nostra pelle?
Redazione
3 anni fa
Qual è il metodo migliore per proteggersi durante l’esposizione al sole? Quali prodotti è meglio utilizzare? Ticinonews lo ha chiesto al dottor Stefano Gilardi.

A chi non piace abbronzarsi durante le ferie e, una volta tornato a casa, mostrare con orgoglio la propria tintarella ad amici e parenti? Per evitare però brutte sorprese, occorre prendere alcune precauzioni. Ne abbiamo parlato con il dermatologo Stefano Gilardi.

Cosa bisogna tenere in considerazione prima di esporsi al sole?

“Il primo punto sta nella nostra intelligenza da applicare nelle situazioni di prevenzione, ovvero scegliere l'orario di esposizione al sole. Sappiamo che tra le 9 e le 15-16 abbiamo il massimo di irradiazione sulla nostra superficie, dunque già evitare questo periodo è la misura più efficace. La seconda è di vestirsi e coprire le zone più a rischio; il cappello per persone che hanno un'assenza di capelli protettivi, portare maniche lunghe quando si fa giardinaggio, creme anti solari e poi anche studiare il nostro fototipo di pelle, sapere qual è la propria capacità di resistenza. Questo come prevenzione primaria”.

Alcuni medicinali possono essere pericolosi se ci si espone al sole, ma ce ne sono altri che hanno un effetto contrario? Che ci proteggono?

“Sì, abbiamo anche le misure di prevenzione secondarie: possiamo prendere dei farmaci in situazioni gravi a base di vitamine, come la PP, che è utile per frenare lo sviluppo di cancri della pelle, dunque una novità rallegrante. Ci sono pure dei gel e delle creme utili e facili da applicare, i quali aiutano a rallentare lo sviluppo dei cancri della pelle in chi purtroppo ha già vissuto nell’infanzia un’esposizione esagerata”.

Parlando di protezioni, ci si chiede in che modo sceglierle. Ci sono anche dei miti, come il fatto che la protezione 50 va bene tutto il giorno e non serve rispalmarsela, oppure se sono già abbronzato posso usare una protezione più bassa. Dobbiamo fidarci o no di queste credenze?

“Dobbiamo ricordarci che l'abbronzatura è un meccanismo di difesa della pelle, dunque è sufficiente un fattore 30. Naturalmente ci sono dei prodotti migliori di altri, che hanno la capacità di restare nella pelle più a lungo e vanno previlegiati. Va anche ricordato che il fattore numerico protettivo 30/50 non è da valutare aritmeticamente: il 30 applicato mezz'ora prima di esporsi al sole ha un'efficacia quasi pari al 50. L'importante è trovare la formula ideale per ogni tipo di pelle; se si ha la pelle grassa è meglio applicare un liquido o un gel e non una crema antisolare grassa, altrimenti non solo si avranno nuovi problemi dermatologici, ma si smetterà anche di esercitare questa prevenzione”.

Ma come si fa sapere che tipo di pelle si ha? Occorre andare da un dermatologo o ci sono altri metodi più pratici?

“Occorre calcolare quanti minuti devo espormi al sole per avere una scottatura, per avere del prurito e dei bruciori. Se mi espongo 10/20 minuti al sole intenso e non ho nessun disturbo, ho una capacità di resistenza molto buona. Se per contro ho dei pruriti o altro, so che sono di fototipo sensibile, e lì devo stare molto attento. Non andrei a misurare la pelle con altre metodologie, anche perché non ne esistono”.

L'intervista completa andata in onda ieri sera: