
Un sistema tariffale per l'abbonamento Arcobaleno proporzionale al reddito degli utenti del trasporto pubblico? Non si può fare. Lo ha ribadito negli scorsi giorni il Consiglio di Stato, bocciando la proposta avanzata dal deputato del Partito comunista Massimiliano Ay in un'interrogazione del 28 agosto scorso (vedi articolo suggerito).
La Comunità tariffale Arcobaleno - rammenta il Governo - da sempre conosce una differenziazione tra la tariffa per adulti e quella per giovani. "Si tratta di uno standard a livello nazionale e l’abbonamento annuale è fortemente ribassato per i giovani (costa l’equivalente di 7 abbonamenti mensili) e anche per gli adulti (costa l’equivalente di 9 mensilità)" e tali sconti sono "molto al di sopra della media nel confronto con le altre realtà in Svizzera".
Nel rispondere all'atto parlamentare, il Governo ha spiegato che l’offerta di prestazioni "deve essere adeguatamente finanziata anche dagli utenti con l’acquisto di abbonamenti e biglietti". In Ticino nel complesso circa un terzo del costo totale è coperto con questi introiti. Il resto è assunto dagli enti pubblici e quindi, in ultima analisi, dai contribuenti.
Entrando nel merito della richiesta avanzata da Ay, il Governo ritiene che dal profilo politico non sia opportuna una differenziazione delle tariffe in base ai redditi in quanto "sconvolgerebbe di fatto l’impostazione attuale stabilita dalla Legge federale sul traffico di viaggiatori" (che indica all’art. 15 quanto segue: 1Le imprese fissano le tariffe per le loro prestazioni. Le tariffe stabiliscono le condizioni alle quali si applica un determinato prezzo del trasporto e delle altre prestazioni connesse; 2Le tariffe sono definite in funzione della portata e della qualità della prestazione, nonché dei costi dell’offerta. Hanno lo scopo di permettere la realizzazione di ricavi adeguati; 3Le tariffe prevedono condizioni simili per gli utenti che si trovano in situazioni simili. Non possono limitare in modo sproporzionato la scelta tra le singole offerte di prestazioni). Le tariffe sono dunque stabilite in funzione delle prestazioni di trasporto acquistate dall’utente secondo un principio di equivalenza e indipendentemente dal reddito.
Dal profilo pratico, conclude il Governo, vi sarebbero inoltre diversi ostacoli: in primis, le imprese di trasporto dovrebbero avere accesso ai dati fiscali degli utenti, ciò che è in contrasto con il segreto fiscale. Inoltre, i titoli di trasporto devono essere acquistabili da tutti, anche da coloro che non dispongono di domicilio fiscale in Ticino mentre se venisse introdotto un simile sistema gli utenti sarebbero disorientati da una griglia di prezzi differenziata che renderebbe più difficoltoso conoscere il prezzo della prestazione.
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