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Biasca
«Abbiamo sentito i colpi sulla vetrata, quel ragazzo era coperto di sangue»
© Rescue Media
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Redazione
2 ore fa
Un giovane accoltellato all’addome, un minorenne arrestato e una zona, quella della stazione di Biasca, dove da tempo si segnalano situazioni problematiche - È il bilancio, ancora tutto da chiarire, dell’aggressione avvenuta ieri pomeriggio - Siamo tornati sul posto

Restano le macchie di sangue sul marciapiede davanti alla sede dello OCST di Biasca. Sono i segni dell'aggressione avvenuta ieri poco prima delle 15, quando un ventunenne italiano residente a Bodio è stato colpito all'addome con un'arma bianca. Il giovane ferito ha cercato aiuto proprio qui, ha bussato con forza contro il vetro della sede sindacale ed è riuscito ad entrare chiedendo soccorso, come ci racconta il responsabile dello OCST di Biasca, Pietro Fadda. «Abbiamo sentito dei colpi, chi lavora in cassa disoccupazione riferisce di aver sentito proprio queste manate date sulla vetrata della porta. Il giovane si è introdotto negli uffici chiedendo soccorso, quindi si è seduto su una sedia e abbiamo subito notato che era completamente insanguinato sulla parte sinistra del corpo. Abbiamo poi chiamato i soccorsi». Immagini che hanno profondamente scosso chi ha assistito alla scena.

Si cerca ancora l'arma

Nel frattempo la polizia ha arrestato un diciassettenne cittadino siriano dimorante in Riviera. Stando a nostre informazioni, il minorenne è stato individuato e rintracciato nel giro di poche ore nella zona di Biasca, dopo il grande dispiegamento di forze dell'ordine. Al termine degli interrogatori è stato poi trasferito alla Farera. Nei suoi confronti le ipotesi di reato sono di tentato omicidio, subordinatamente di lesioni gravi e lesioni semplici. La dinamica è ancora tutta da chiarire, ma secondo una prima ricostruzione, tra i due sarebbe scoppiata una lite culminata con l'accoltellamento. La vittima, comunica oggi la polizia, non è più in pericolo di vita. Mentre si cerca ancora l'arma utilizzata, gli inquirenti stanno verificando anche l'eventuale coinvolgimento di altre persone. La polizia, da noi contattata, non si sbilancia invece sul movente. Secondo informazioni raccolte sul posto da persone che conoscevano il 21.enne, l'aggressione potrebbe essere legata a un debito nell'ambito della droga. Un elemento che al momento resta però tutto da verificare, che dovrà essere chiarito dall'inchiesta.

Spaccio e disagio 

Quello di ieri potrebbe dunque essere l'apice di una situazione problematica che, secondo chi vive e lavora nella zona della stazione di Biasca, si trascina da tempo. «In generale un po' di disagio in stazione c'è», spiega una donna che ha un'attività commerciale nei pressi della stazione. «C'è gente che si accampa, ci sono stati periodi in cui alcune persone hanno dormito palesemente qui in stazione e, tra virgolette, ci vivevano. Un po' di spaccio c'è. Sostanze, movimenti strani, disagio e tensione in stazione sono cose che vediamo da parecchio tempo». Stando alle testimonianze raccolte nelle attività commerciali limitrofe alla stazione, sembrerebbe che la situazione di disagio, di spaccio e di droga si sviluppi principalmente intorno a un piccolo edificio poco lontano dalla stazione, soprattutto nelle ore diurne, nel primo pomeriggio fino a sera. Un'attività che è stata segnalata più volte alle autorità. Autorità che, da noi contattate, affermano che la situazione a Biasca nelle zone sensibili è monitorata dalla Polizia cantonale e comunale, e che quello di ieri è un evento straordinario. Intanto le indagini proseguono per ricostruire l'esatta dinamica dell'aggressione, chiarire il movente e stabilire eventuali responsabilità di terzi.