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Ticino
“Abbiamo scritto, ci hanno risposto tardi”
Marco Jäggli
6 anni fa
Raffaele de Rosa risponde alle dichiarazioni di oggi del Consigliere federale Alain Berset. E aggiunge: “Un pugno nello stomaco l’aumento deciso dall’UFSP”

“Berset forse non aveva la coscienza a posto, l’anno scorso ci aveva telefonato“, “Il consigliere di Stato De Rosa avrebbe potuto telefonarmi. Invece non c’è stato il minimo contatto”. Botta e risposta “telefonico” tra Raffaele De Rosa, responsabile del DSS, e Alain Berset, consigliere federale del DFI. Oggetto l’aumento dei premi di cassa malati, che l’anno prossimo segneranno un+2,1% per il Ticino: l’aumento più alto a livello nazionale. La risposta di Berset arriva dalle colonne del Corriere del Ticino, dove il Consigliere federale ha inoltre spiegato di essere sorpreso della reazione ticinese, quando “Abbiamo contatti stretti con i Cantoni e procedure di approvazione dei premi che durano tutta l’estate”. Per il Consigliere federale dunque non c’è stato nessun errore, ribadendo che l’aumento dei premi è dovuto al fatto che, per il 2019, il Ticino abbia pagato “il 2,4% meno del dovuto”. Non dello stesso avviso Raffaele De Rosa, che ai microfoni di Teleticino ha avuto modo di ribattere.

“Abbiamo scritto ad agosto”
“Ci tengo a ribadire che abbiamo fatto molto di più di una semplice telefonata”, ha spiegato. “Al 19 di agosto, quindi nel tempo opportuno per questa approvazione dei premi, ho scritto personalmente al direttore dell’UFSP chiedendo che per il Ticino non ci fossero degli aumenti di premi, motivandolo con argomentazioni. La risposta è arrivata un mese dopo, il 18 settembre, scritta inoltre da un vice-direttore ed in tedesco, e questo già mostra la scarsa sensibilità che c’è a volte verso la Svizzera italiana”.

Lei e Berset vi siete accusati a vicenda di una mancanza di contatti. Dove sta la verità?

“Credo che in una procedura così complesso non sia corretto lasciare immaginare che con una telefonata si possa risolvere questo problema. Per di più quando le decisioni sono già state prese perché lunedì, il giorno prima della conferenza stampa abbiamo ricevuto la decisione ufficiale e definitiva degli aumenti dei premi e per di più questa decisione ha corretto al rialzo le decisioni di aumento di premio degli stessi assicuratori”.

Lei ha avuto più volte il coraggio di parlare fuori dai denti: in tempo di pandemia quando ha detto “Quando abbiamo spiegato le problematiche del Ticino mi hanno riso in faccia” e anche su questa questione. I rapporti tra Cantone e Confederazione come sono? Perché dall’esterno sembra ci sia un problema.

“I rapporti si giudicano sui dossier e sulle tematiche. Su questa tematica già più di un anno fa abbiamo presentato tre iniziative perché riteniamo che la procedura vada corretta: i cantoni non ricevono più tutte le informazioni di cui hanno bisogno per potersi esprimere con cognizione di causa. E questa era la prima iniziativa: dare più forza e più voce in capitolo ai cantoni. La seconda iniziativa chiedeva che le riserve delle casse malati, definite “eccessive” dallo stesso Berset, debbano essere restituite quando superano un certo livello. In questo senso ritengo ci sia bisogno di più coraggio, consapevole che ci sono tante lobby sotto la cupola di Palazzo federale ma penso che la politica debba avere più coraggio”

Sugli aumenti lei ha detto: ‘cifre alla mano non sono giustificate per il 2021’. Anche Berset sostiene che, cifre alla mano, le sue decisioni siano corrette. A chi bisogna credere?

”Le previsioni di aumento di costo e di conseguenza gli aumenti di premio si basano su dati consolidati ma in parte anche su delle previsioni. Noi abbiamo preso atto che per l’anno in corso abbiamo un calo molto forte dei costi, però siamo consapevoli che ci sarà un recupero e gli assicuratori ci parlano di un -0,4% totale nel 2020. Noi per quest’anno stiamo già pagando un +2,5% e per l’anno prossimo ci sarà un aumento simile. Per questo guardando a questi ultimi due anni c’eravamo permessi e avevamo chiesto di non procedere a un aumento di premi perché già quest’anno stiamo pagando molto di più. I ticinesi tra il 2008 e il 2013 hanno pagato 400 milioni in più di premi e ce ne sono stati restituiti solo 90. Bisogna considerare anche questo perché il nostro Cantone è già stato penalizzato una volta e non vogliamo che lo sia ancora”.

Berset dice anche ‘con i premi di cassa malati non si deve far politica’, stiamo facendo politica?

“Assolutamente no, bisogna tener conto di dati molto concreti: nel primo semestre -5,5% nelle spese, su tutto l’anno comunque una diminuzione e per l’anno prossimo un leggero recupero. Sulla media e le stime per queste due anni credo ci fossero gli elementi per non avere degli aumenti di costo o averli più bassi di quanto proposto. Quello che ho trovato un pugno in pancia è stato vedere che l’UFSP ha corretto al rialzo addirittura le richieste di pagamento di premi degli stessi assicuratori, dal 1,7% al 2,1%. Quasi il 30% in più: è questo che fa male ed è un autentico schiaffo a tutti i ticinesi”.

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