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Ticino
“Abbiamo scelto dopo il Vanoni”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Si è tenuta alle 16 una conferenza stampa delle autorità comunali sul tema dello sgombero dell’ex Macello e dei fatti di ieri notte. Intanto il Molino sta manifestando in Piazza Riforma

Allel 16 odierne Marco Borradori, Filippo Lombardi e Karin Valenzano Rossi hanno spiegato la posizione del Municipio riguardo allo sgombero e alla demolizione dell’ex Macello. Secondo i municipali entrambe le decisioni sono state prese in seguito dell’occupazione, ieri sera, dell’ex Vanoni da parte degli autogestiti. A quel punto si è deciso di attuare il piano per lo sgombero preparato nelle ultime settimane, dopo la decadenza dei termini posti agli autogestiti. La demolizione invece sarebbe avvenuta in seguito di un analisi della polizia, al fine di assicurare la chiusura dello stabile oltre che per “ragioni di sicurezza”. Allo stesso tempo si è giustificata la presenza di forze di polizia da Oltralpe per compensare l’impiego della polizia cantonale nella messa in sicurezza della tappa del Giro d’Italia. I municipali hanno comunque ribadito di voler continuare sulla strada del dialogo per trovare una nuova collocazione all’autogestione, dialogo che comunque ritengono richiederà altro tempo.

Intanto, a seguito di una condivisione via social, gli autogestiti e i loro sostenitori sono trovati dalle 15 sul sedime dell’ex macello per poi convogliare in corteo verso il centro e manifestare in Piazza Riforma davanti al Municipio.

Fine conferenza stampa

15:56 - Avete parlato a lungo di sedime alternativo. Adesso, questo sedime alternativo, dev’essere considerato vago o c’è e lo tenete segreto?
Valenzano Rossi:
“Ci sono più possibili alternative. Una ci aveva convinto più delle altre ma necessita degli approfondimenti e valutazioni che avremmo voluto fare con l’autogestione, prima di far partire una macchina di implementazione. Sono temi che vanno preparati bene e approfonditi. Si possono bruciare buone idee e possibili soluzioni se si improvvisa. Non abbiamo mai fatto questo fatto e per noi era importante arrivarci: noi abbiamo detto che abbiamo bisogno di poterci parlare per trovare una soluzione. È prematuro parlare dei luoghi perché mancano aspetti di approfondimento che possono essere fatti e non vorremmo dover bruciare possibili siti. Questo vale per l’autogestione ma vale anche con l’identificazione di spazi d’aggregazione per i giovani in generale. È importante e ci stiamo lavorando ma per l’autogestione abbiamo bisogno di chi dialoghi con noi”.

16:54 - Dunque eravate informati della possibilità, in precedenza, della demolizione dello stabile, e questa possibilità era programmata per situazioni di un genere particolare?
Borradori:
“Come già detto una volta fatti tutti i passi per lo sgombero ci siamo preparati per questo. Non abbiamo parlato della demolizione in un dato momento ma il punto è stato sollevato ieri sera”.

16:51 - Demolizione e sgombero sono state quindi proposte della polizia, un piano chiavi in mano che avete approvato? Polizia cantonale o comunali?
Valenzano Rossi:
“Non ci sono piani chiavi in mano per queste cose. È dipeso dall’andamento della manifestazione, che comunque aveva un potenziale di rischio importante. L’operazione era sotto il comando della polizia cantonale che si è avvalsa della collaborazione della polizia comunale”.

16:48 - Si dice che il Municipio ha deciso la demolizione, con che maggioranza dato che la signora Zanini Barzaghi si è detta contraria?
Valenzano Rossi:
“La signora Zanini non ha dato l’accordo, ma è comunque una decisione del Municipio a maggioranza, presa ieri sera dopo consultazione con la polizia”.

16:45 - Domanda a Cristina Zanini Barzaghi: lei si è detto contraria alla demolizione ma l’mps la accusa di essere stata sul posto. Inoltre scuoteva la testa prima quando parlava Lombardi. Può spiegare?
Valenzano Rossi:
“Abbiamo convocato Cristina Zananini Barzaghi solo per discernere tra le zone di interesse storico e quelle che era possibile demolire”.
Cristina Zanini Barzaghi:
“Lombardi è in Municipio da un mese e io posso dire che ci sono a volte domande in costruzione in sanatoria ma non so come mai nelle ultime settimane ce n’era qualcuna in più rispetto al normale: non è così, ne per i privati ne per la città. Sulle insinuazioni dell’Mps ho già chiesto di ritirare queste affermazioni false: i servizi comunali del discastero immobili non avevo avuto alcuna indicazione su che cosa era previsto per mettere in sicurezza il sedime e personalmente immaginavo che l’edificio rimanesse presidiato fino a lunedì, quando avremmo deciso come procedere. Poi è andato diversamente. Come detto dalla collega confermo che la demolizione non è stata sicuramente avallata o sostenuta dal mio dicastero”.

16:38 - L’intervento di polizia è stato così efficace che fa pensare sia stato preparato nei giorni precedenti. E lo sgombero quando è stato deciso? Nelle ore o nei giorni precedenti?
Borradori:
“Noi abbiamo affrontato nella piena legalità un percorso ad ostacoli per arrivare alla decisione di sgombero, con tre intimazioni. Siamo arrivati alla fine dove all’ultima intimazione abbiamo tolto l’effetto sospensivo all’eventuale ricorso. Ogni momento per lo sgombero, come avevo detto, sarebbe stato quello giusto e la possibilità c’era. Avevamo ovviamente aperto al dialogo ma di fronte a una manifestazione come questa noi ci siamo attrezzati, visto che i pregressi erano pessimi: dal 30 ottobre a molino nuovo all’8 marzo alla stazione. Dopo si può dire che ci sono state provocazioni ma è stata disastrosa dal profilo dell’ordine pubblico, al che abbiamo scelto la linea dura: l’obiettivo era non vedere più scene del genere. Per cui ci siamo attrezzati: non abbiamo voluto vedere la polizia che non interviene se è necessario. Le forze dell’ordine si sono preparate puntigliosamente, abbiamo voluto evitare qualsiasi provocazione (infatti non si sono visti in giro poliziotti, se non pochissimi) ma ci siamo preparati anche al peggio. Quindi è giunta a termine nel modo migliore: non c’è stato un ferito o un contuso, c’è stata una situazione di tensione ma la situazione è stata gestita molto bene. Vedere le ruspe fa male a tutti ma in questo caso abbiamo detto di si e la questione dello sgombero era contemplata, non sicura. Io sono uscito di qui alle 7 ed ero veramente soddisfatto, sperando di iniziare qualcosa di diverso. Poi mi hanno chiamato per comunicare l’occupazione del Vanoni”.
Valenzano Rossi: “Non c’era un ordine preliminare di sgombero, è vero che questo sarebbe potuto arrivare in qualsiasi momento ma non era nostra intenzione farlo. C’è un ruolo che compete ai politici e uno che compete agli operativi: il ruolo del Municipio è stato definire i termini di quanto poteva accadere ieri. Se la manifestazione fosse andata bene non avremmo sgomberato, in caso contrario sì”.

16:34 - Due domande, una sulla legalità della domanda di costruzione per abbattere, l’altra se non temete che come 20 anni fa i prossimi giorni siano problematici?
Valenzano Rossi:
“Essendo stata presa come una misura d’urgenza evidentemente non c’era una richiesta preventiva di licenza per la demolizione, verrà fatta in sanatoria. Per quanto attiene quello che succederà, speriamo che non ci siano episodi che degenerino: naturalmente bisognerà presidiare e siamo pronti a farlo, la nostra richiesta di dialogo viene da prima e rimane. Appena abbiamo potuto abbiamo intavolato queste discussioni che confidiamo ora possano proseguire”.
Lombardi:
“Ovviamente ci siamo posti la leicità dell’agire senza domande di costruzioni. Metà delle domande che esaminiamo sono in sanatoria, i privati lo fanno continuamente. L’ultima volta abbiamo risanato una decisione presa dal comune un anno fa sulle 6 passerelle previste per l’accesso al lago in tempi di covid. In sanatoria abbiamo risanato queste 6 domande. Dovremo risanare ovviamente anche questa questione ma ritengo sia un aspetto leggermente marginale rispetto al resto”.

16:30 - Domanda sulle ruspe: il Municipio non è preoccupato dell’immagine che viene data ai moderati da questa demolizione?
Valenzano Rossi:
“Anch’io sono stata turbata dalle immagini ma l’idea era impedire che ci fossero feriti o danneggiamenti, quindi di presidiare sì il sedime ma evitare problemi di sicurezza anche per le persone: per esempio il tetto dell’edificio presenta problemi da tempo e un eventuale tentativo di occupazione in una zona non completamente stabile avrebbe determinato anche dei fattori di sicurezza. Queste erano le ragioni, per cui la polizia ha chiesto il nullaosta”.

Domande dei giornalisti

16:28 - “Animi caldi, non è forse il momento migliore per sedersi a un tavolo”
“La disponibilità comunque rimane, come discusso coi colleghi, questa non è cancellata da quanto successo. È chiaro che in un intervento di polizia poi chi ne ha il comando deve poter avere un margine d’esecuzione. È un principio basilare degli interventi del mantenimento dell’ordine. Varcato il rubicone era difficile tornare indietro, non sarebbe stato neanche corretto fare interventi politici a notte fonda”.

16:25 - Lombardi: “Credevo e credo al dialogo”

“Per questo ho accompagnato la collega nel suo tentativo. Sono convinto che la città debba garantire uno spazio a una forma di aggregazione non convenzionale ma in cui ognuno si prende la responsabilità dello spazio che riceve, in convivenza con la maggioranza della società. Si può dire che forse era molto tardi ma le elezioni non le abbiamo fissate noi e forse il treno era già partito, incluso quello della manifestazione. Il patto non scritto era molto chiaro, la manifestazione non era autorizzata perché l’autorizzazione non era stata richiesta, ma comunque non ci sarebbe stato intervento delle forze dell’ordine se non ci fossero stati reati”.

16:22 - “Dialogo con chi vuole un’autogestione rispettosa”
“Chiediamo un minimo per poter intavolare il dialogo. Sappiamo che alcuni avrebbero voluti dialogare mentre altri non hanno voluti, l’auspicio è che chi è aperto al dialogo lo faccia e i forse pochi che hanno forzato non siano d’ostacolo alla ricerca di una soluzione alternativa che noi siamo ancora aperti a percorrere. Per concludere, il costo dell’intervento è nell’ordine di grandezza di quello per un normale derby di hockey o una partita di calcio critica. Nessun particolare dispiegamento di forze quindi. Per quanto riguarda la presenza d’agenti da altri cantoni sono stati chiamati per aiutare a presidiare la manfiestazione dal momento che parte della polizia cantonale era occupata con il Giro d’Italia”.

16:20 - “Doloroso usare le ruspe”
“Abbiamo decidere di procedere alla demolizione di quella parte di stabile che non è protetta. Non era una demolizione prevista, è stata indicata ieri sera e il Municipio ha maggioranza dopo che la polizia ci ha presentato questa necessità. Cristina Zanini ci tiene a precisare che si distanzia da quanto accaduto, da capo degli immobili, ma è stata una misura che si voleva evitare ma che si è resa necessaria. Le ruspe non erano già pronte: chi ha portato le ruspe è stato attivato ieri sera e i dipendenti sono stati chiamati poco prima”.

16:17 - “La manifestazione è stata la risposta”
“Questa era iniziata in modo ironico e così l’abbiamo presa, fino all’occupazione del Vanoni. Comunque i termini usati e gli appelli a manifestanti esteri avevano fatto supporre possibili presupposti per dei disordini. La polizia non è stata visibile in forze o in maniera aggressiva per evitare ogni senso di provocazione, ma era presente per garantire la sicurezza di una manfiestazione potenzialmente rischiosa. La presenza di polizia si è poi palesata in seguito con l’occupazione dell’ex Vanoni e lo sgombero dell’ex Macello. La Polizia era preparata a possibili complicazioni in conseguenza a questa manfiestazione, da qui il loro numero. Il dispositivo non ha mai ecceduto nella proporzionalità, non ci sono stati episodi di violenza o scontri, non ci sono state forzature nemmeno nel cercare di liberare lo stabile Vanoni o all’ex Macello. Dall’altra parte qualche piccolo atto vandalico o poco più”.

16:14 - Valenzano Rossi: “Serata impegnativa, molta amarezza”
“Da neomunicipale avevo subito manifestato la possibilità di dialogo con gli autogestiti per vedere se ci fosse stata una soluzione alternativa, e ho effettuato un tentativo con Filippo Lombardi, presentandoci fisicamente all’ex macello lunedì scorso per cercare di aprire un canale di comunicazione. Per approfondire le ipotesi alternative c’è bisogno di un dialogo e di scegliere assieme qual è la strada perseguibile. Non abbiamo trovato un muro, abbiamo trovato alcune persone che sono uscite e con cui abbiamo parlato e siamo stati accolti da 6-7 persone che ci hanno ascoltati, dicendo che non potevano interloquire con noi per mancanza di legittimità, che solo l’assemblea aveva. Noi sapendo che l’assemblea si sarebbe tenuta poco dopo siamo rimasti nei paraggi mostrando la nostra volontà di sentirli successivamente. Nei giorni successivi non abbiamo sentito niente”.

16:12 - “Per fortuna non ci sono stati feriti”
“Per chi era all’istituto vanoni si è provveduto alla consultazione dei dati e poi sono potuti andarsene. Al Molino abbiamo trovato delle famiglie, sapevamo che c’erano, e abbiamo provveduto a lasciarle prendere quello che volevano prima di condurle all’esterno dell’edificio”.

16:11 - “Siamo aperti a dialogare, ma basta irregolarità”
“Se si capisce questo principio, noi siamo disposti a farci trovare con responsabili, persone serie che si facciano trovare e ci mettano la faccia. Quanto successo ieri è esclusivamente colpa di chi si è fatto scappare di mano la manifestazione. Chiunque ci scarichi addosso la responsabilità sarà rituzzato in modo duro. Ci rendiamo conto che non sarà facile dialogare nelle prossime ore e nei prossimi giorni ma siamo aperti al dialogo, ma in condizioni ben precise”.

16:08 - “Per noi tutti sarebbe finito lì, se non fosse stato occupato l’ex Vanoni”
“La fondazione Vanoni ci ha chiamato e ci ha detto che la situazione era assolutamente intollerabile e che avremmo dovuto fare qualcosa. Da lì è cominciato tutto. Poi si è protratta a lungo la situazione di controllo dello stabile, con l’avvio e prosecuzione dello sgombero dell’ex macello. La situazione, ribadisco, ha preso questa piega esclusivamente a seguito della deriva illecita e illegittima della manifestazione. Se qualcuno sostiene che non aspettavamo altro dico solo che non si occupa uno stabile di terzi: è una violazione di domicilio e una violazione della legge”.

16:06 - Borradori: operazione cordinata dalla polizia cantonale, il Municipio poi ha scelto
“Le opzione sono state poste al Municipio di Lugano che poi ha valutato e fatto la sua scelta, la responsabilità è del Municipio della città di Lugano. L’unico statement che avevamo fatto è che non avremmo tollerato violazioni importanti. Siamo stati comunque inizialmente soddisfatti perché la manifestazione è partita nel solco di una regolarità. Ci era sembrato che da lì si potesse partire, da lì le nostre dichiarazioni secondo cui si poteva pensare all’apertura di uno spiraglio per un alternativa”.

16:05 - Inizia la conferenza stampa

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