
Quest’anno il Natale non promette regali per chi lavora nella ristorazione, che dopo la decisione del Consiglio federale di chiudere alle 19 ha spesso perso la speranza di potersi riprendere dopo i mesi difficili appena trascorsi: “Siamo delusi, frustrati e disorientati”, spiega Dario Ranza, chef del Ristorante Ciani di Lugano, “se penso che in un mese abbiamo fatto il 25% della cifra d’affari di novembre scorso penso che non ci voglia un genio della matematica per capire che in che situazione si trova la maggior parte dei locali”.
Si attendono ancora le decisioni definitive del Governo, che verranno comunicate oggi, ma gli sforzi intanto sembrano non bastare mai: “Abbiamo provato di tutto dall’inizio della pandemia: c’è chi si è reinventato a fare il take away, c’è chi ha fatto lavori particolari... abbiamo dovuto lavorare mezzo anno a capacità ridotta e adesso che è il momento buono ci fanno chiudere alla sera. È un po’ frustrante: tutti gli sforzi e le speranze riposte in questi mesi svaniscono”.
“Chiudere adesso è una legnata”
In retrospettiva, spiega Ranza, forse era meglio chiudere prima per poter recuperare il Natale: “L’onorevole Berset nella conferenza di martedì ha detto che già a inizio ottobre si vedevano i segnali della ripartenza del virus. Sono molto deluso che non si sono prese misure, come fatto nei paesi limitrofi, chiudendo magari completamente il mese di novembre. Perché chiudere adesso è una legnata”. E i dubbi non si limitano al presente: “La preoccupazione più grande è di non riuscire a prevedere un futuro, assieme al non poter capire quando si potrà finalmente tornare a una semi-normalità. Sembra nulla sia bastato e dove andiamo non si sa.
Perso quasi il 70% del fatturato
“Quanti imprenditori possono sostenere un’attività in negativo per più di un paio di mesi?”, domanda Chef Ranza, “per quanto riguarda la mia azienda”, aggiunge, “non so se arrivamo al 30-35% del fatturato dell’anno scorso. Alcune aziende si son salvate bene con l’estate, ma sono comunque mancati gli eventi. Da febbraio in avanti non abbiamo più avuto un evento che si possa dire tale”.
“Non si può programmare neanche fino a fine mese”
Chef Ranza ha visto molte cose nel corso della sua carriera, ma non avrebbe mai pensato di vedersi confrontato a una situazione simile: “Tutto quello che ho vissuto non è paragonabile a quest’anno. In passato abbiamo visto il crollo delle torri gemelle, crisi economiche, eccetera. Ma non è mai stato a questo livello. È ingestibile. Non sappiamo cosa dire ai nostri impiegati, non sappiamo come pensare al futuro, nemmeno fino alla fine del mese. Non sappiamo che pesci pigliare”.
(Nota: il servizio di Teleticino è andato in onda mercoledì)
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