
Dopo la tragedia della scorsa notte, gli abitanti di via Martignoni a Massagno rompono il silenzio. Occupano i due edifici gemelli, gestiti dalla stessa amministrazione, entrambi con lo stesso problema: la porta principale non può essere chiusa. Mai. Né di giorno né di notte. Gli inquilini non sono in possesso delle chiavi. Da mesi ne approfittano alcuni senzatetto, che dormono abusivamente negli scantinati. Uno di loro ha perso la vita nell’incendio della notte scorsa: un italiano di 40 anni, che trascorreva le nottate abusivamente su un vecchio materasso gettato in un angolo della cantina del palazzo di destra, transennato dalla polizia, inaccessibile. A sinistra l’edificio gemello, dove diversi inquilini, stufi dell’andazzo, desiderano raccontare il loro disagio e mostrare gli spazi alle telecamere (VEDI LINK). Anche qui, troviamo un lettino malconcio, dimora di fortuna di qualche sventurato.
Alcuni inquilini, soprattutto donne, ci confessano che in serata e di notte evitavano di scendere nelle cantine. Ancora di recente un senzatetto era stato visto lavarsi alla bell’e meglio nel lavandino del cimitero, che si trova in faccia ai due palazzi. Che la zona sia frequentata da alcuni senzatetto e che questi approfittino degli scantinati per trascorrere la notte, è una situazione ben nota non solo a chi vive nella zona ma anche alle autorità. Quest’ultime affermano di aver sollecitato l’amministrazione degli immobili più volte, invitandola ad affrontare la situazione. Al municipio, spiega il sindaco Giovanni Bruschetti, non è mai giunta una segnalazione concreta e ufficiale ma “la polizia comunale ha più volte sollecitato gli amministratori dell’immobile. Valuteremo il da farsi nel limite del nostro mandato e dei margini di manovra, che, conclude il sindaco, sono d’appoggio ai servizi cantonali". Servizi che il sindaco ringrazia, perché in queste ore a Massagno polizia e pompieri hanno lavorato in modo encomiabile.
Gli amministratori, da noi contattati, si dicono estremamente dispiaciuti per l’accaduto. “Abbiamo telefonato alla polizia ripetutamente per segnalare la presenza di quest’uomo, spiegano. La polizia interveniva e lo allontanava. Non basta chiudere la porta d’entrata perché purtroppo in questi edifici non ci sono i citofoni, aggiungono gli amministratori, se noi chiudiamo il postino e la gente che viene a trovare gli inquilini non possono entrare”. L’amministrazione ci conferma tuttavia di essere intenzionata ad affrontare seriamente il problema.
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