
Non è ancora stato chiarito il caso del tentato avvelenamento e del successivo rapimento del cane Wylli di Biasca, che tanto ha destato scalpore settimana scorsa.
Quel che si sa è che la proprietaria del cagnolino ha sporto denuncia e che gli inquirenti stanno ora cercando di risalire ai sequestratori.
E si sa anche che, fortunatamente, Wylli si è ripreso alla grande dallo shock e ora sta benissimo. Parole della sua proprietaria.
Le incognite e le paure sono tuttavia ancora numerose.
Emanuele Besomi, presidente della Società Protezione Animali di Bellinzona, attende con impazienza di conoscere l'esito dell'inchiesta. Nel frattempo ci dice con sollievo che in zona non sono stati segnalati altri casi di violenze su animali domestici. "A mio avviso ad accanirsi contro Wylli deve essere stato un vicino, che conosce molto bene le abitudini della famiglia. Non penso che qualcuno di esterno si possa appostare per studiare gli orari in cui il cagnolino viene fatto uscire in giardino."
La proprietaria di Willy, Isabella Stella, racconta di aver seguito il suggerimento. "Abbiamo presentato una denuncia penale in polizia, siamo nelle loro mani. Stanno cercando di risalire, tramite i tabulati telefonici, al numero anonimo che ci ha chiamati per dire dov'era il cane. Wylli, per fortuna, sta molto meglio, siamo riusciti a farlo riprendere piano piano senza ricorrere all'aiuto del veterinario. Nessuno ci ha più infastiditi, anche se abbiamo paura. Per esempio non mi fido più a lasciare il cane da solo in giardino."
La signora Stella non ha idea di chi possa essere il colpevole. "Non lo so, noi non abbiamo mai avuto problemi con nessuno nel vicinato. Potete chiedere anche in polizia, nessuno può dire nulla di noi. Intratteniamo rapporti normali con tutti, ci si saluta, si prende un caffé insieme, ma al di là di quello c'è solo cordialità, dato che ognuno ha i suoi impegni." Si potrebbe puntare il dito su qualcuno magari infastidito dal cagnolino? "No, lui non disturba assolutamente. Lo facevamo uscire l'ultima volta verso le 21,30, poi era in casa. Ovviamente abbaia se passa qualcuno che non conosce, ma è normale."
La donna denuncia però un clima difficile nella zona di Biasca in cui vive. "C'è paura. A dei vicini hanno bruciato le auto, ad altri hanno rubato: non si può lasciare nulla sui pianerottoli perché viene portato via. È successo a mio figlio, con un paio di scarpe, a qualcuno solo con un ombrello. In una casa è stata rovinata una porta. Nessuno però ha mai toccato gli animali. Nel quartiere oltre a Wylli non ci sono cani, solo alcuni gatti. Tre anni fa hanno svaligiato il nostro appartamento e il cane era all'interno, lo hanno fatto uscire senza fargli del male."
Che dietro a tutti questi gesti vi sia la mano della stessa persona? Isabella Stella vorrebbe tanto saperlo. "Tutti hanno sporto denuncia. Speriamo che questo di Wylli sia l'ultimo caso e che la polizia riesca a identificare l'autore."
In merito agli episodi riferiti dalla signora Stella, abbiamo interpellato la Polizia di Biasca per una conferma. Ma ci è stato spiegato che dall'inizio del 2014 a oggi non risultano denunce per auto bruciate nella zona in questione.
PB
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