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Abbattimento lupo, l’APTdaiGP è soddisfatta della decisione
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Ginevra Benzi
4 anni fa
La decisione del CdS di abbattere il lupo in Valle di Blenio viene accolta positivamente dall’Associazione per la Protezione del Territorio dai Grandi Predatori. “Finalmente anche il nostro Consiglio di Stato prende atto del margine di manovra che l’Ordinanza federale sulla caccia concede agli esecutivi cantonali per l’abbattimento di singoli lupi che recano danni ingenti agli allevamenti!”

La decisione del Consiglio di Stato, annunciata questa mattina, relativa all’abbattimento del lupo M187 in Valle di Blenio viene accolta positivamente dall’Associazione per la Protezione del Territorio dai Grandi Predatori (APTdaiGP), che in un comunicato stampa afferma che “finalmente anche il nostro Consiglio di Stato prende atto del margine di manovra che l’Ordinanza federale sulla caccia concede agli esecutivi cantonali per l’abbattimento di singoli lupi che recano danni ingenti agli allevamenti!”.

La lettera di agosto

Il 31 agosto era stata consegnata una lettera al Consiglio di Stato da parte dell’Unione contadini ticinesi e dall’APTdaiGP, firmata anche dalla Federazione dei consorzi di allevamento, dai Giovani contadini ticinesi, dalla SETA e dall’ALPA. Nella lettera venivano indicati 9 lupi che “avevano già oltrepassato il limite dei capi predati previsti dalla Strategia lupo e che quindi occorreva procedere alla verifica delle condizioni per un eventuale abbattimento”. Dopo due mesi dall’inoltro della missiva l’APTdaiGP è soddisfatta che “finalmente una prima decisione è arrivata”.

Tempi dell’analisi

Nel comunicato dell’Associazione si legge anche che “è evidente che se i tempi per le analisi del DNA fossero più celeri, ciò permetterebbe di agire con una tempistica migliore: ciò permetterebbe di evitare ulteriori predazioni, come specificato nella Strategia lupo svizzera, e avrebbe una miglior possibilità di essere realizzata, nonché una maggior efficacia sul comportamento del lupo problematico”. Nonostante il saluto positivo alla decisione, l’Associazione sottolinea che “noi l’avevamo già proposta quando si trattava di abbattere il lupo sopra Bosco Gurin”. APTdaiGP ritiene che la decisione sia stata presa “grazie a interventi della nostra Associazione federale, dell’Unione contadini ticinesi e nostri presso la consigliera federale Sommaruga, che di fronte a una domanda precisa aveva risposto che non vedeva ostacoli giuridici a chiedere l’intervento di cacciatori scelti come già hanno fatto altri Cantoni”.

L’assemblea del 25 ottobre

Il 25 ottobre si è inoltre tenuta a Lodrino l’annuale assemblea dell’APtdaiGP, che “ha visto una folta partecipazione fra costernazione e speranze”, con oltre 70 soci presenti. Il Rapporto presidenziale ha evidenziato come rispetto agli anni precedenti, “nell'anno 2022 vi sia stato un aumento enorme di predazioni, sia per numero di animali uccisi (oltre 240), sia per tipo di animali (non solo ovicaprini ma anche bovini e asini) e pure di allevatori colpiti (quasi 50)”. Gli interventi da parte dei partecipanti sono stati “numerosi, accorati e pertinenti”. Il Comitato “ha preso buona nota dei numerosi suggerimenti ed è rimasto sorpreso positivamente da questa rinnovata vivacità.” Inoltre, non è mancata qualche evocazione della possibilità/necessità di passare alla difesa fai-da-te. “Simili richiami al superamento della legalità indicano inequivocabilmente come vi sia la netta percezione che lo Stato non agisca in maniera sufficiente per difendere gli interessi e la sicurezza dei cittadini”. L'assemblea ha inoltre “preso atto della situazione in Svizzera, con l’approvazione da parte del Consiglio degli Stati della modifica della Legge sulla caccia, e nei paesi confinanti. Infine ha proceduto alla ratifica delle modifiche di statuto derivanti dal cambiamento di denominazione e dei cambiamenti in seno al Comitato”.

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