
La viabilità a sud del ponte diga di Melide è un problema annoso che riguarda moltissimi pendolari che dal Mendrisiotto e dall’Italia si recano nel Luganese. L’USTRA sta elaborando uno studio d'opportunità per risolvere il problema di capacità dell'autostrada A2 tra Lugano sud e Mendrisio. Sono state studiate tre varianti (vedi allegato) sulla tratta Lugano Sud – Mendrisio.La prima prevede l'ampliamento dell'infrastruttura esistente a tre corsie per direzione di marcia nonché la realizzazione di una terza canna a due corsie nelle gallerie San Salvatore e San Nicolao per aumentarne la capacità. La seconda prevede l'attraversamento del lago di Lugano mediante un ponte a nord del ponte-diga di Melide nonché la realizzazione di una terza canna a due corsie nelle gallerie San Salvatore e San Nicolao per aumentarne la capacità. Infine si pensa anche all'attraversamento del lago di Lugano mediante una galleria sul fondo, a nord della diga di Melide nonché l'aggiramento, mediante un nuovo tracciato, delle gallerie San Salvatore e San Nicolao. Le tre varianti più convincenti - che comportano tutte un ampliamento della strada nazionale tra Maroggia e Mendrisio - saranno nuovamente sottoposte a un esame approfondito in cui andranno tra l'altro definiti i tracciati e le loro caratteristiche, al momento non ancora noti. Gli studi in fase di elaborazione permetteranno di concretizzare le varianti scelte e di confrontarle alla variante di riferimento («variante zero ottimizzata»). Quest'ultima prevede il mantenimento ell'infrastruttura esistente con l'aggiunta di misure di ottimizzazione e di gestione del traffico. Lo studio dovrebbe terminare nel 2012 e verrà compreso nel messaggio che nel 2014 il Consiglio Federale proporrà alle Camere federali concernente il programma per l'eliminazione dei problemi di capacità sulla rete delle strade nazionali. Abbiamo contattato il Dipartimento del territorio per una prima valutazione delle proposte dell'USTRA. Moreno Celio, coordinatore del Dipartimento, ci dice che "le reazioni sono su due piani. In primo luogo condividiamo pienamente il fatto che bisogna affrontare la questione in modo tempestivo. Non dobbiamo però dimenticare che si va ad agire in una regione molto delicata e di particolare pregio e valore. Qualsiasi intervento deve essere pensato con grande oculatezza nel rispetto del paesaggio".
"La seconda valutazione – continua Celio – è quella che riguarda il tema della capacità autostradale. Questo fatto deve essere integrato in un discorso generale di mobilità sull’asse nord-sud ed è una questione che andrebbe valutata anche da parte della Confederazione. Bisogna identificare forme di trasporto che rispettino il contesto generale. Stiamo spendendo miliardi per Alptransit".
Ma quale delle tre soluzioni trova il maggior favore del Dipartimento? "Prescindendo dai costi, la meno invasiva è quella del tunnel sotto il lago" dice Celio.
Naturalmente le opere proposte non saranno per il breve termine. Per i molti utenti del tratto stradale in questione gli anni a venire saranno ancora difficili. Si potrebbe però pensare a soluzioni provvisorie in grado di mitigare in parte i disagi "come soluzioni provvisorie c’è quella denominata “variante zero ottimizzata” che cerca di, appunto, ottimizzare il flusso di traffico senza toccare le infrastrutture - conclude Celio - ma non esistono soluzioni miracolose. La soluzione più praticabile è la diminuzione della velocità sul tratto stradale."MM
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