
La terza corsia autostradale tra Lugano sud e Mendrisio diventa sempre più un miraggio. O comunque un sogno destinato ad avverarsi in un lontano e ignoto futuro.
Lo deplora il Dipartimento del Territorio in un comunicato odierno, che fa seguito alla presentazione da parte del Consiglio federale del programma di ampliamento delle strade, avvenuta ieri.
Il Consiglio federale, spiega il Dipartimento del Territorio, ha licenziato il messaggio per un secondo pacchetto di interventi - il primo è stato adottato dal Parlamento nel 2010 - volti a risolvere i problemi di capacità in alcuni punti critici della rete delle strade nazionali, nelle regioni di Ginevra, Soletta e Winterthur. L’investimento previsto ammonta a 995 milioni di franchi e viene finanziato attraverso il Fondo infrastrutturale creato nel 2006.
Nel Messaggio si analizza l’intera rete delle strade nazionali e vengono definiti i punti critici che già sono problematici o prevedibilmente lo diverranno nei prossimi anni. Questi punti sono suddivisi in tre moduli in funzione della loro gravità e urgenza. Le opere previste nei moduli 1 e 2 potranno essere finanziate attraverso l’esistente Fondo infrastrutturale, che dispone di una dotazione di 5,5 miliardi di franchi. Per gli interventi del modulo 3, il cui costo è stimato a 6 miliardi di franchi, saranno necessarie risorse finanziarie al momento non disponibili, che il Consiglio federale intende reperire attraverso la costituzione di un Fondo per le strade nazionali e il traffico di agglomerato (FOSTRA). Una proposta concreta in tal senso è stata posta in consultazione contestualmente all’adozione di questo Messaggio.
Per quanto riguarda il Cantone Ticino, il Messaggio considera critica la tratta tra Lugano sud e Mendrisio, che viene tuttavia classificata nel modulo 3, ossia nelle opere meno urgenti e per la cui realizzazione non è ancora disponibile lo strumento di finanziamento. L’Autorità federale prevede il potenziamento dell’infrastruttura esistente mediante la realizzazione di una terza corsia di marcia, ottenuta utilizzando in parte la corsia di emergenza esistente, per un costo stimato in fr. 810 milioni.
Il Dipartimento del territorio valuta criticamente l’inserimento dell’opera nel modulo 3, la cui realizzazione appare lontana nel tempo quando invece i problemi di superamento della capacità delle strutture esistenti sono palesi già oggi. Non sono inoltre previste modifiche del tracciato esistente finalizzato alla riduzione dell’impatto territoriale, come sarebbe invece stato auspicabile, specie nel comparto sensibile del ponte-diga di Melide-Bissone.
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