
"Per quanto tempo ancora il Locarnese resterà l’unico agglomerato urbano in Svizzera senza un raccordo diretto con la rete nazionale autostradale?" Se lo domanda Giovanni Merlini, che in un'interpellanza depositata oggi 19 marzo, ha chiesto al Consiglio federale "quali siano gli ostacoli che si frappongono ancora alla progettazione di massima del collegamento A2-A13 (e all’esame preliminare dell’USTRA) e se l’attuale situazione di stallo possa essere superata con un cofinanziamento parziale dell’opera da parte di Cantone, Comuni ed enti privati."
"Come noto," - spiega il consigliere nazionale - "sul Piano di Magadino circolano in media ca. 43'000 veicoli al giorno, con ca. 220 giorni all'anno di forti rallentamenti, congestionamenti, ingorghi, maggiori rischi di collisioni, emissioni nocive supplementari che compromettono seriamente la qualità di vita di chi vive non solo nei pressi della principale arteria cantonale (lato sinistro del fiume Ticino), ma anche nei pressi della strada secondaria sul lato destro del fiume."
"L'Ente regionale di sviluppo e la Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Valle Maggia (CIT) si sono attivati ancora recentemente nei confronti del Consiglio di Stato ticinese per sollecitarlo ad intervenire presso la Confederazione affinché la progettazione e realizzazione del collegamento possano essere accelerati. Il raccordo del Locarnese alla rete nazionale delle autostrade rappresenta una delle condizioni quadro fondamentali per scongiurare il degrado economico dell'agglomerato ed in particolare per contrastare la crisi del turismo di cui risente la regione da qualche tempo."
"Ciò premesso" - conclude Merlini - "si chiede al CF quali sono gli ostacoli che si frappongono ancora alla progettazione di massima del collegamento e al suo esame preliminare da parte da parte dell'Ustra"; e se "Un eventuale cofinanziamento parziale dell'opera da parte del Cantone, dei Comuni e di enti privati interessati contribuirebbe ad abbreviare i tempi di progettazione, approvazione e realizzazione dell'indispensabile opera".
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