
Nato nel 1936 come movimento solidale in aiuto alle vittime della crisi economica in tutta la Svizzera, il Soccorso d'Inverno è oggi una delle realtà più apprezzate e affidabili nel panorama delle no profit elvetiche. Oggi l'organizzazione si propone di aiutare le persone che vivono situazioni di difficoltà e povertà: situazioni che magari passano sottotraccia in un contesto di relativo benessere come quello che si vive in Svizzera, ma che esistono e alle quali bisogna prestare particolare attenzione.
Ne abbiamo parlato con Edo Bobbià, per 20 anni deputato in Gran Consiglio che, dopo le esperienze in SSIC e in Metanord ha cominciato lo scorso ottobre la sua avventura come presidente della sezione ticinese del Soccordo d'Inverno.
Edo Bobbià, come mai ha deciso di mettersi a disposizione del Soccorso d'Inverno?Mi sono accorto che, malgrado i tanti anni in politica, non mi rendevo abbastanza conto della realtà, poco visibile ma a volte drammatica, della povertà in Ticino e in Svizzera. Sono stato fortunato sia nella mia carriera lavorativa che in quella personale e familiare: mi è parso giusto ricambiare aiutando chi ha avuto meno fortuna.
Quali sono stati i suoi primi passi da presidente?Intanto mettermi con umiltà a disposizione, imparando da chi ha già esperienza in questo settore. Sto cercando di coinvolgere amici e persone vicine al mondo dell'economia, facendo loro capire che donare a chi ne ha bisogno può essere un piacere. Per il resto ho trovato uno staff molto valido, che già lavora bene e che mi fa pensare a come ho fatto a non pensare prima ad occuparmi di questo settore...
Viene da un mondo economico dove si lavora con cifre molto importanti. Mentre adesso si trova confrontato con persone che finiscono in situazioni difficili per cifre infinitamente minori.Ho visto, quasi con rabbia, come vediamo i soldi con percezioni diverse. Ne parlavo con un commercianti molto ricco, facendogli notare come 3'000 franchi per lui non erano niente mentre per una persona in assistenza sono linfa vitale. E anche lui si è mostrato spiazzato, confessandomi che non ci aveva mai pensato. Non sarà facile far cambiare mentalità a tante persone, ma il nostro compito è quello di provarci.
Ma esiste davvero la povertà in Ticino?Pensate che dal primo luglio ad oggi abbiamo ricevuto ben 169 domande, versando un totale di 112mila franchi a persone che vivono situazioni complicate. La nostra struttura è molto snella e, grazie alle segnalazioni che riceviamo dai servizi cantonali, riusciamo a reagire in tempi molto rapidi. Questo può essere fondamentale per chi ad esempio ha problemi con l'affitto.
Verso quale realtà è più sensibile?Sinceramente tengo molto ai giovani, perché la discriminazione tra il ricco e il povero parte sin dalla scuola e può creare complessi ai bambini meno fortunati. E per questo abbiamo deciso di donare degli zaini, perché uno zaino bello è visibile ed elimina, almeno a primo impatto, le differenze sociali. Ma la realtà è che non mi aspettavo di essere così coinvolto e felice di poter dare il mio contributo nel regalare un sorriso o una speranza.
C'è qualche caso che l'ha particolarmente colpita?Ricordo che una volta mi sono fermato in sede e ho cominciato a leggere le lettere ricevute dalla direttrice. Si stringe il cuore, credetemi. Poi riceviamo lettere di ringraziamento, magari di bambini che fanno anche un disegno, ed è commovente...
Spesso si pensa che le associazioni no-profit siamo poco trasparenti nella gestione dei soldi. Lei che impressione ha al riguardo?Posso capire il senso di diffidenza delle persone. Quello che posso dire è che noi abbiamo una collaboratrice fissa al 60%, un'altra al 20% e un'altra al 30%. A parte loro, che è giusto vengano retribuite, nessuno dei 380 collaboratori prende o pretende qualcosa: l'obiettivo è trasferire più soldi possibili verso chi ne ha bisogno. E per dimostrarlo ci affidiamo ad aziende specializzate per garantire il corretto uso delle risorse, tanto che abbiamo il marchio di qualità Zewo, il quale garantisce un utilizzo scrupoloso dei contributi che riceviamo.
Come aiutare il Soccorso d'Inverno?Non aiutate noi, ma persone che ne hanno davvero bisogno. Scoprirete che si può imparare ad avere piacere nel dare. Con la consapevolezza che, anche se non conoscete il destinatario finale del vostro contributo, sarà una persona che grazie a voi tornerà a sorridere. Per i versamenti si possono utilizzare i seguenti numeri di conto:
Conto BancaStatoIBAN: CH40 0076 4106 3935 C000 CBIC: BSCTCH22
Conto corrente postale:Ccp: 65-230-9IBAN: CH85 0900 0000 6500 0230 9BIC: POFICHBEXXX
MS
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